INTRODUZIONE

 

Ogni giorno si parla di "moda". Si tratta di un termine del linguaggio corrente familiare quindi, il cui significato e` ritenuto evidente. Provando a dare alla parola "moda" una spiegazione, in tanti si troverebbero in difficoltà`. La maggior parte parlerebbe di moda legata all’abbigliamento, senza pero` trovare una valida o sincera motivazione per la sua esistenza .

Secondo  Georg Simmel "la trasformazione obbligatoria del gusto", è  uno strumento comunicativo di coesione sociale che assicura coerenza di comportamenti attraverso la comunicazione implicita  di valori .  Il meccanismo della moda e` un dato fondamentale della psicologia sociale. Fa parte di una delle forme più’ importanti dell’ imitazione.  La "moda" e`uno tra i dati essenziali  delle società contemporanee complesse.Assume anzi, una posizione centrale, poiché’ nella maggior parte dei casi ogni fenomeno sociale, ne  subisce l’influenza . E' cosi` pregnante e universale che oggi i ricercatori si chiedono se uno studio scientifico della moda, possa sottrarsi esso stesso, al fenomeno della moda. Non e` da escludere infatti che possa rendere effimero e inconsistente ogni suo studio. Sarà forse per questo che la maggior parte degli autori  l' affrontano con una certa ripugnanza e nelle loro opere chiedono preliminarmente scusa, per aver trattato un argomento cosi` futile.

La moda , influisce su di noi ogni giorno ,ovunque si posi lo sguardo, noi la incontriamo, ma ignoriamo del tutto le sue cause .

L’ oggetto  prediletto della  moda e` l’abbigliamento. Ogni autore che si propone di studiare la moda  in quanto tale, non puo' fare a meno  di inserire nelle sue ricerche, l’ abbigliamento.

Oggi questo fenomeno invade tutti i settori.

Un modo molto interessante per comprendere cosa può far parte della moda  è la tabella fornita da Marc-Alain Descamps  nel suo libro Psicosociologia della moda.  Egli infatti sostiene che il termine "moda" venga impiegato secondo accezioni diverse e lo definisce secondo una serie di gradi, partendo dal significato più estensivo a quello più intensivo. Per alcuni "moda" è tutto ciò che ha una diffusione improvvisa, quindi che riguarda tutti i campi , per altri esiste solo nel punto 5.

 

 

1.     Diffusione improvvisa

2.     …+ senza giustificazione utilitaria valida

3.     …+…+ e effimera

4.     …+…+…+ con ciclo di rinnovamento lento

5.     …+…+…+…+ ciclo di cadenza rapido

                

 

Secondo una classica definizione "moda", e` il regime del “ mutamento obbligatorio del gusto”. Improvvisamente diventa "regola" e tutti, senza aver deciso in maniera consapevole , si trovano a seguire il nuovo costume o almeno a condividerlo:  il cellulare diventa indispensabile, le gonne non si portano più` corte ma longuette ,  la cravatta va stretta e non larga , la rucola entra in ogni cibo, i libri sono rigorosamente editi  da Adelphi , persino in politica e in religione, un principio prevale su  un altro . E` evidente che il regime delle mode, si oppone per definizione ai valori, pensati eterni e immutabili .

Ogni moda rispecchia  direttamente il livello tecnologico di una società. Dopo aver rotto con le società tradizionali o conservatrici e quelle stabili, la nostra civiltà ha imboccato la via del progresso. Essa si fonda sulla ricerca scientifica e il progresso tecnologico, dove tutto viene messo in discussione. La moda è il meccanismo essenziale, per lanciare le società sulla strada della modernità, dell’ innovazione e del rinnovamento. D' altro canto, in moltissime grandi culture a regime sociale diverso, non vi e` moda , come per esempio in India , nell’ antichità Egizia, Greca e Romana.

 

Non e` un caso il legame etimologico tra moda e modernità. E' proprio con l’emergere del “tempo nuovo”, nei comuni Italiani fra '300-'400 che risalta con prepotenza, il  cambiamento collettivo e ritmico del gusto. Questi mutamenti sono lenti.

All’inizio  impiegano quasi una generazione intera, se non un secolo, ad affermarsi. Succede solo con la piena

modernità e con l’ invenzione delle sfilate d’alta moda  e del sarto stilista, che la moda assume la sua nervosa intensità` contemporanea, quella che Walter Benjamin chiamava,  “il sex appeal dell’inorganico”.

Oggi non si può più parlare di moda, soprattutto per quanto riguarda l’abbigliamento. La nostra società e` cosi` frammentaria, che non si può più imporre un solo stile.

E' con l' avvento del postmodernismo che la moda, originariamente un' onda omogenea  dell’imitazione collettiva (derivata dal prestigio sociale o professionale dei modelli imitati),  non riesce a fare altro che offrire vari stili  uniformandosi  all’ impostazione sociale . Ormai da tempo infatti, alla moda si sono sostituiti gli stili. Le tendenze sono molteplici , confuse, ricche di citazioni e di ambiguità`.