I 4 regimi discorsivi precedentemente presentati, sono tradotti operativamente in 5 forme di pubblicità.

-PUBBLICITA' D'IDENTITA'
Questo tipo di pubblicità tende a imporre l'oggetto in maniera assoluta. E' un modello pubblicitario fondato sul regime POSIZIONALE. La pubblicità d'identità riesce, per quanto ciò possa essere realizzato nei fatti, a tradurre persino l'innovazione in componente di tradizione, il prodotto particolare in modello universale. Molte pubblicità tipiche di questo quadrante, ricercano effetti d'identità non di rado tramite l'impiego di figurazioni retoriche (la metafora, ovviamente, è quella più ricorrente). Questa tendenza a mettere in luce "identità autentiche" travalica spesso il semplice riferimento al prodotto, diventando fondamento per la definizione di un modo di vita.
-PUBBLICITA' INFORMATIVA
In campo pubblicitario, gli impieghi del modello CAUSALE sono di fatto innumerevoli: si pensi alle dimostrazioni (talvolta davvero para-scientifiche) o agli "esami a confronto". La scelta di tale strategia retorica, si pone alla base di una comunicazione concepita in chiave concretamente informativa, aliena dalle suggestioni e dagli stratagemmi di seduzione. Essa presuppone un problema concreto assunto di norma come un dato di partenza: disegna, dunque, un universo ricco d'imperfezioni, ma ci invita a rendere un po' migliore il nostro mondo reale.
-PUBBLICITA' PERSONALIZZANTE
E' questo il quadrante di quello che abbiamo definito regime PROSPETTICO ovvero della soggettività assoluta. Rileviamo qui 2 operazioni fondamentali:
1- L'affermazione di sé.
2- L'affermazione della propria lettura del mondo. In entrambi i casi, comunque, il soggetto viene posto al centro e non tanto in qualità di soggetto d'azione, quanto nella sua qualità di costruttore di significati. In tale prospettiva, il compito di chi produce il messaggio pubblicitario è quello di esprimere sogni e aspirazioni del destinatario, attraverso il linguaggio della ribellione e della trasgressione. Se la pubblicità d'identità ci invita a riconoscere, se non a scoprire, nelle cose la loro vera natura, la pubblicità personalizzante, al contrario ci invita a comprendere come il posto e il significato delle cose non sia deciso in partenza, ma dipende dai nostri valori e progetti d'azione.
-PUBBLICITA' SEDUTTIVA
Quando la pubblicità aderisce al regime MULTIPROSPETTICO, come in questo caso, essa non mostra i risultati oggettivi che si ottengono con il prodotto, bensì lo sguardo che vi si posa, entrando, dunque, nei suoi valori soggettivi. Per capire meglio è utile illustrare gli spot girati per la pasta Barilla e Nutella.
Non si tratta di far desiderare, ma molto più di capire ciò che il destinatario già desidera e inserirsi, con la propria proposta commerciale, all'interno di un progetto narrativo già elaborato.
-PUBBLICITA' MEDIATICA
E' interessante descrivere anche questo modello pubblicitario che si basa su un principio diverso e alternativo. Infatti, l'attenzione del consumatore, riserva al messaggio pubblicitario la sua disponibilità a considerare l'acquisto, vengono ripagati immediatamente tramite il carattere spettacolare, piacevole e avvincente dei contenuti stessi del messaggio pubblicitario. Si tratta quindi di una forma di scambio basato sulla logica della contrattualità. In un certo senso la pubblicità nega la sua stessa natura: il messaggio concentra l'attenzione del destinatario sulle sue stesse strutture interne, assumendo funzione estetica. Per questa tendenza a riprodurre i media contenitori, potremmo parlare di produzione pubblicitaria ad orientamento mediatico, la cui natura, a pensarci bene, ci porta agli antipodi dell'idea di una pubblicità annidata negli interstizi, rinchiusa in propri spazi di natura speciale.

Sulla base delle possibilità di realizzazione discorsiva di questo tipo di quadro, possiamo asserire che i percorsi più interessanti sono quelli che riescono a combinare valorizzazioni di differente natura che appartengono a regimi discorsivi anche contrapposti. Notiamo infatti una tendenza generale in pubblicità a spostare il fuoco sull'asse valoriale SOGGETTIVITA' / RELATIVITA', come avviene ad esempio nel caso degli orologi: se fino a poco tempo fa era il regno della precisione oggettiva, di comunicati pubblicitari algidi, orientati verso il quadrante posizionale, il settore è ora palcoscenico specializzato in erotismo soft. Ma c'è un altro settore molto interessante in questo senso: la moda.
Se un tempo pareva ovvio concepirla nei termini di presentazioni di oggetti o "creazioni" di moda, oggi vengono proposte "riviste-dizionario", cariche di fotografie che si astengono rigorosamente dal fornire qualsiasi dettaglio e forniscono invece valori e significati secondo l'idea di un sistema di codificazione.
La moda ha compiuto, insomma, quasi per intero questo passaggio dal lato della comunicazione intorno agli oggetti alla comunicazione di una soggettività.
Siamo in un mondo in cui la qualità del prodotto è meno importante della qualità di vita; possiamo dire che contano più i meccanismi della traduzione che non quelli della produzione.

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