Nasce il 6 dicembre a Fort Wayne, Indiana nel 1941. Compiuti studi di matematica e poi di arte nell'Università del Wisconsin, Madison, ha iniziato a dipingere, dedicandosi in seguito soprattutto alla sculutra. .Nel 1965-66 pubblica il suo primo libro artistico "Pictures of Sculptere in a Room". La sua opera ha attraversato varie fasi: arte povera, arte concettuale, body art, process art, minimal art, video art. Nelle sue realizzazioni ha spesso utilizzato materiali e strumenti diversi (vetro, laser, neon, ecc.). Interviene sullo spazio come in (Model for a Room in Prospective, 1966 e Square, Triangle, Circle, 1984), sul corpo umano in (Henry Moore Bound to Fail, Backview, 1969), sulla propria persona deformata e tramutata in un altro oggetto (Self Portrait as a Fountain, 1966) e sull'immagine servendosi di foto o film.
Espone in Europa in diverse gallerie, partecipa alla IV edizione di "Documenta" a Kassel.
Nel 1968 Nauman s'interroga sulla propria immagine, sul suo corpo e sulla sua gestualità registrandosi con la telecamera mentre salta, corre, gioca. La televisione serve ad osservare il movimento e lo sforzo del corpo. Non ricerca una spettacolarità, la telecamera è posta in un angolo fisso o rovesciata dal basso o dall'alto; è la piatta registrazione, monotona e in tempo reale di quanto avviene di fronte alla telecamera, priva di montaggio e zoomate.
Nel 1969 si trasferisce in California dove realizza la sua installazione "Performance Corridor" in un museo di New York.
Insega in diverse Università e nel 1970 partecipa ad una performance dal vivo con Richard Serra.
Realizza diversi videotape fino al1985. Si trasferisce in molte città americane.
Nel 1982 realizza delle esposizioni lavorando con i neon.
"Video Corridors" del 1968 è la prima installazione a circuito chiuso; lo spettatore entra all'interno di uno stretto corridoio, in fondo al quale si trova un monitor, all'ingresso è collocata una telecamera che riprende il corridoio così lo spettatore avanzando verso il monitor vede in esso la propria immagine ripresa di schiena; più si avvicina più l'immagine si allontana rimpicciolendosi. L'obiettivo delle installazioni a circuito chiuso non è di mettere in evidenza gli aspetti tecnologici del mezzo ma di provocare uno spiazzamento allo spettatore sul lato percettivo, facendolo diventare il soggetto dell'opera.
Installazioni a circuito chiuso:
Situazioni che chiamano in causa lo stesso spettatore come elemento determinante per la riuscita dell'opera, il circuito chiuso costringe lo spettatore a reagire in relazione a ciò che vede. L'artista utilizza il corpo dello spettatore come materiale del proprio lavoro.
Nelle videoinstallazioni a circuito chiuso dei primi anni settanta ritroviamo la tecnica del "tempo differito", sviluppata da Dan Graham in Present continuous Past 1974. Si utilizzano due videoregistratori a bobina aperta sui quali passa lo stesso nastro magnetico. Lo spettatore si vede nel presente, in tempo reale, e nel passato di pochi attimi precedenti; è messo di fronte ad un'immagine che non corrisponde più all'idea mentale e alla percezione fisica che egli ha di se.

Slow Angle Walk; (1968) videoperformance