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Se si vuole riconoscere alla TV un ruolo informativo, lo si deve fare con estrema cautela: se poi è vero che un'informazione obbiettiva non la si fa solo con le immagini, allora il ruolo del giornalista assume un'importanza fondamentale. E' quest'ultimo infatti che determina il grado di obbiettività di una notizia in base alla sua capacità di interpretare i fatti a cui ha assistito. Se lasciamo filtrare l'informazione da un giornalista poco capace rischiamo non solo di disinformare o di male-informare, ma anche di creare (vedi effetto realtà) nell'immaginario dei telespettatori una realtà fittizia.
Nell'era della TV commerciale c'è poi un altro rischio, quello del cosiddetto giornalismo spazzatura: i servizi ad effetto per catturare la nostra attenzione facendo leva sui nostri sentimenti e le nostre insicurezze. Scrive in proposito Franco Recanatesi in un suo articolo:
"L'immagine più bieca e più screanzata fu quella dell'uccello stecchito, spiumato e incatramato che strizzò i cuori di tutto il mondo. Ecco il petrolio versato in mare dagli iracheni, ecco le acque imputridite del Golfo, ecco il disastro ecologico provocato dal nemico. Peccato che quell'uccello non fosse un cormorano come la didascalia recitava, né i cormorani avevano mai battuto quella costa; peccato che non fosse morto asfissiato ma una mano, con vero senso dello spettacolo, gli avesse tirato il collo; peccato che quella pece raggrumata tra le piume non fosse il frutto delle acque oleose ma di una bella spennellata di petrolio data chissà se da vivo o da morto. L'importante, per la mitica CNN, era sferrare un cazzotto allo stomaco del pubblico e spremere dalla vescica dei sentimenti tanta pietà verso il tenero uccello e tanto rancore verso il torvo Saddam. La scuola angloamericana, certo, è la più spiccia: pochi scrupoli, l'importante non è mostrare la realtà reale ma rappresentarla." (da Sette del Corriere della Sera, 8 maggio 1997)
Purtroppo molta gente crede ciecamente a ciò che vede in TV, soprattutto nei Tg grazie al clima di autorevolezza che li circonda. Il giornalista di turno può quindi approfittarsi della propria posizione per gonfiare notizie con l'obbiettivo di creare lo scoop, il caso che, smuovendo la sfera emotiva del pubblico, lo renda famoso.
Nel giornalismo di oggi ci sono i falsi e le mezze verità. Quest'ultime, se inserite in una sequenza che ha una sua coerenza, possono essere più gravi dei falsi (vedi effetto realtà). A questo problema non esistono ancora delle soluzioni concrete: bisognerebbe attendersi un minimo di buon gusto e di buona eticità da parte dei giornalisti e allo stesso tempo si dovrebbero educare i telespettatori a porsi più di un dubbio su tutte le notizie che appaiono in TV.