L'informazione da consumare

 

Nella logica della TV commerciale, come si è visto (vedi INFOTAINMENT), è poco importante che le notizie siano reali . La realtà va rappresentata (non mostrata per quel che è) in modo da risultare il più chiara possibile al maggior numero possibile di persone, anche se poi la semplificazione va a lenire sul contenuto stesso. L'informazione diventa così merce di consumo e i telespettatori si lasciano corteggiare dalle varie testate giornalistiche (RAI e MEDIASET) affinché queste forniscano notizie più chiare, particolari più piccanti, scoop, riprese di diverse angolazioni di un accaduto ecc. ecc.

Se per raggiungere il minimo comun denominatore di un messaggio (per far si che un maggior numero di persone lo comprenda), si appiattisce e si spettacolarizza l'informazione, accade anche che si profani la sfera privata di persone che hanno solo bisogno di rimanere soli con il loro dolore senza doverlo per forza esternare ad un audience. Così si invitano i genitori di un ragazzo suicida per mostrare sul piccolo schermo il volto di due genitori sotto shock, per mettere in mostra al pubblico la il dolore.

Il pubblico è ormai drogato ed assuefatto da questa mercificazione della cultura. Si comprano sempre più riviste di pettegolezzo (l'uomo medio cerca di toccare con mano il mondo dei divi attraverso le foto dei paparazzi); si seguono con passione le vicende di alcuni anonimi rinchiusi in una casa attraverso le più svariate telecamere (il recente caso del Grande Fratello). Si è ormai costituito un intero universo televisivo in cui lo spettatore può vivere: dall'informazione ai reality show passando per i dibattiti, possiamo dire che non manca proprio nulla, se non un minimo di buon gusto, ma tanto quello non va d'accordo con la logica dell'usa e getta televisivo.


Inizio documento