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speciale culture jamming

 

 

INSOSTITUIBILE INUTILITA' JAMMER

GEPPI SANNA 

Sezionatori psicografi Psicolinguisti Neurofisiologi Esperti della pubblicazione subliminale Psicobiologi Tecnici dell’ipnosi Condizionatori operativi.....& NOI.

Riuscire a districarsi nel bombardamento massmediatico, sempre più scientifico, quasi subliminale, é cosa ardua. Resta il fatto che la manipolazione delle menti ormai utilizzate come codici a barre, come genere di consumo, trova una opposizione reale.

Se é vero, come sembra, che ormai la mercanzia siamo noi, che la vendita (o spaccio?) non riguarda più questo o quel prodotto, ma agisce invece solo ed esclusivamente sul convincimento che questo ti serve anche se non ne hai bisogno (proviamo a pensare a quando entriamo in un supermercato per acquistare una cosa ed usciamo con il carrello pieno) é anche vero che un utilizzo cosciente e lucido da parte nostra (consumatori e/o consumati) di metodi e modi già proprietà dei maghi del marketing, possa creare l’effetto contrario.

Un po’ come accade nel mondo della moda (ma non solo), dove esistono coloro che sguinzagliati per le città studiano i fenomeni metropolitani di tendenza, il look giovanile, antagonista, alternativo, per inglobarlo e proporlo alla massa in forma di prodotto ripulito fruibile (cfr. i cosiddetti cool hunter), così esiste una cultura, non tanto sotterranea, che utilizza le stesse tecniche pubblicitarie ma, e questo é il nodo cruciale, sovvertendone il significato.

Culture Jamming. Termine praticamente intraducibile che nasce con l’intento di decodificare ciò che viene sparato sulla massa e che agisce sugli stereotipi pubblicitari proponendo una lettura alternativa e, sicuramente più reale.

Ripulendo l’immagine studiata e perfetta del prodotto, la Culture Jamming, offre ai presunti consumatori una diversa angolazione di lettura nei confronti dei prodotti di consumo, riappropriandosi del vero significato: la merce, abbattuto il muro di falsificazione, diviene parallelamente merce ma con in più i cambiamenti e le verità tenute nascoste dal patinato mondo pubblicitario.

Ciò che viene presentato come insostituibile, appare ai nostri occhi in tutta la sua inutilità, viene scomposto, riadattato, mostrato per quello che é.

Perché é chiaro che ciò viene prodotto oggi non sono cose ma immagini delle marche. Non più beni o servizi ma marketing. Ciò che conta é la vendita della marca non tanto il bene finale (vendita che le grandi aziende, multinazionali e non, costruiscono poi sullo sfruttamento della manodopera).

Agendo sul flusso mediatico l’attivismo dei jammers si propone di riutilizzare i modi e gli apparati del nemico par attaccarlo. Ma non si pensi semplicemente a dei sabotatori. I jammers sono attivisti, intellettuali, sono coloro che organizzano le campagne contro le marche colpevoli di attentare all’uomo e alla natura (SHELL, Mc DONALD’S, ecc...), sono organizzazioni che portano messaggi ed immagini pubblicitarie al di fuori del contesto per creare un nuovo significato (détournement).

Concludo con un piccolo consiglio. Un libro forse ormai superato, I persuasori occulti, di Vance Packard, Einaudi, pubblicato per la prima volta nel 1957, che creò intorno all’autore, scomodo, una veste allarmista. Nella mia edizione, del 1989, c’é una Introduzione per gli anni ottanta ed una appendice I persuasori occulti rivisitati negli ottanta.

Nell'introduzione si citano alcune figure professionali, studiosi del comportamento umano, alle cui ricerche fanno (facevano?) riferimento gli agenti pubblicitari:

Analisti del tono della voce - Sezionatori psicografi - Psicolinguisti - Neurofisiologi - Esperti della pubblicazione subliminale - Psicobiologi - Tecnici dell’ipnosi - Condizionatori operativi - Specialisti di psicometria - Tecnici della condensazione del messaggio............nel 2001 non ci rimane che la Culture Jamming !


 

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