New economy & semiokapital
L’economia di rete come organismo vivente
La mano invisibile e gli automatismi tecnolinguistici
La colonizzazione economica del ciberspazio
La guerra dei nomi, l’UMTS e i formati futuri della rete
L’economia dell’indeterminazione
L’economia di rete come organismo vivente
La new economy è la spinta continua ad innovare. Per Kevin Kelly tale sistema economico è un sistema vivente dominato da una sorta di Mente Globale, un superorganismo bioinformatico, connessione funzionale di tutte le menti individuali, unione di computer, natura, telefoni cellulari e cervelli umani. Tale Mente Globale è fuori dal nostro controllo (out of control) perché il disegno di una mente non può essere compreso dalle singole parti che la compongono; non perché ogni singola mente non sia sufficientemente intelligente, ma la Mente Globale è troppo vasta per essere elaborata da una solo mente. L’invasione sul mercato di cervelli automatici ed umani produce due effetti. Innanzitutto diventa improbabile l’esistenza di un governo centrale razionale, che non riuscirebbe a controllare la quantità di informazioni che circolano nella rete. In secondo luogo, nella rete globale, si istaurano una serie di automatismi che si manifestano prima a livello tecnico, poi a livello linguistico, modificando la comunicazione, per poi penetrare in maniera profonda nei circuiti di scambio finanziario.
La mano invisibile e gli automatismi tecnolinguistici
La mano invisibile di cui parla Adam Smith è l’effetto di autoregolazione
complessiva del mercato ottenuta quando un certo numero di agenti economici
sono messi in condizione di agire in maniera completamente libera realizzando
una situazione di equilibrio nella quale l’intera collettività
trarrà il massimo beneficio. Ma rispetto alla situazione descritta da
Smith quella di Kevin Kelly si è evoluta non solo perché nel mercato
agiscono un numero enormemente più alto di soggetti economici, ma anche
perché il mercato è invaso da una rete di cervelli automatici.
Da qui prende vita il tecno-liberalismo e deve rendere conto di due articolazioni
della mano invisibile: una è quella economica secondo la quale ciascun
agente perseguendo il proprio interesse si arriva ad un’ottimizzazione
dell’interesse comune; l’altra è il sistema globale degli
automatismi secondo il quale la digitalizzazione dei processi informativi e
la connessione elettronica tra sistemi informatici e infrastrutture sociali
trasforma l’economia in una Tecnosfera regolata. Questo reticolo di funzioni
governa l’economia in maniera automatica e il procedimento della decisione
è sempre meno nelle mani della volontà umane; questo perché
più complessa e veloce è l’informazione che circola, tanto
minore diviene il tempo disponibile per esaminarla e compiere una scelta consapevole.
Nel 1999 mentre la questione del millennium bug produce grande lavoro per tutte
le imprese informatiche, nella Borsa esplode il boom dei titoli tecnologici.
Secondo i teorici della new economy nell’economia di rete ciò che
conta non è tanto la replicazione industriale di un prodotto, ma piuttosto
l’idea, il prototipo. Alcuni resistono a questa idea e sostengono addirittura
che la new economy sia un’illusione. L’investimento in questi ultimi
anni da parte di molti piccoli investitori in azioni grazie alla borsa on-line
ha introdotto certamente aleatorietà ed instabilità nei comportamenti
della borsa ma al tempo stesso agisce come fattore di stabilità nel medio
e lungo tempo. L’economia digitale ha la caratteristica di essere più
flessibile dell’economia industriale del ventesimo secolo. Perciò
la nozione di new economy non può essere liquidata come se fosse un bluff.
La colonizzazione economica del ciberspazio
“La definizione della new economy ha il suo centro nel rapporto tra economia
e comunicazione, ovvero nella progressiva sottomissione del processo comunicativo
al modello economico.”
La condizione di scarsità è fondamentale per lo sviluppo del capitalismo.
Il capitalismo nasce proprio da un atto di produzione di scarsità, sottomettendo
al dominio dell’economia quei beni che in precedenza erano di tutti. Quindi
per continuare la sua opera il capitalismo è indotto a generare continuamente
scarsità.
Il ciberspazio, nei primi anni del suo sviluppo, è stato difficile da
colonizzare per l’economia in quanto gli industriali non riuscivano a
capire le potenzialità che avrebbe potuto avere Internet per le loro
attività. Solo pochi “illuminati” ci riuscirono, e da lì
a poco le imprese che agiscono tramite internet sono aumentate a vista d’occhio.
Ma per quanto si moltiplichino il ciberspazio rimane comunque illimitato ed
è una dimensione alla quale tutti possono accedervi liberamente.
La guerra dei nomi, l’UMTS
e i formati futuri della rete
La colonizzazione del ciberspazio passa attraverso una serie di guerre di conquista
che si battono sul piano virtuale e su quello economico. La guerra dei nomi
è stata la prima. Bisogna tener presente che il nome è uno strumento
essenziale in un’economia dell’attenzione. Ci sono diversi casi
nei quali grandi aziende hanno cercato di accaparrarsi l’uso esclusivo
di un nome di modo da evitare confusione nel consumatore che cercando su Internet
tale ditta avrebbe potuto imbattersi in altri siti. L’esempio che ci riporta
Bifo riguarda il sito fondato nel 1994 da un gruppo di artisti che usano il
nome etoy: in questo sito si cerca di attaccare il consumismo e in particolare
mettono in berlina il consumo di giocattoli prodotti nei paesi poveri a salari
miserabili e che vengono regalati ai bambini dei paesi occidentali. Nel 1997
nasce un’azienda multinazionale che produce giocattoli e vende i giocattoli
online con il nome Etoys. Quando l’azienda dopo due anni si accorge dell’esistenza
di etoy cerca di sbarazzarsene con le buone e con le cattive, e dopo varie vicissitudini
il gruppo di artisti etoy riesce ad avere la meglio. Questo è un caso
che è andato a buon fine, ma non è detto che andrà sempre
così. Anzi. Oltre al nome, lo strumento più potente della colonizzazione
è costituito dalla semplificazione delle interfacce. La facilitazione
dell’accesso è la strada per una democratizzazione della comunicazione
sociale, ma anche la strada della colonizzazione sociale da parte delle forze
economiche che hanno interesse ha trarre vantaggio dalla rete. Nella primavera
del 2000 in Europa abbiamo assistito all’accaparramento delle proprietà
degli accessi ai sistemi UMTS che rendono possibile l’accesso ad Internet
per gli utenti della telefonia cellulare. Questo perché si prevede per
i prossimi anni la diffusione di terminali mobili con accesso satellitare. Per
questi tipi di connessioni si prevede quindi un nuovo tipo di interfaccia che
si possa adattare allo schermo dei cellulari e probabilmente stimolerà
una semplificazione del contenuto.
L’economia dell’indeterminazione
Il sistema produttivo del capitale non è concepito in funzione dell’utilità
del prodotto, bensì del profitto che produce. Ma ora ci troviamo di fronte
ad un passaggio ulteriore.
Come diceva Baudrillard, “le finalità sono scomparse: sono i modelli
che ci generano”. In più, oggi rispetto al passato, gli indicatori
economici si automatizzano dal sistema produttivo, e si costituiscono come sistema
sincronico e indipendente dal mondo reale. Il codice che traduce i segni dell’economia
non è più un codice economico, ma è diventato un sistema
di sensori finanziari che registrano spostamenti di tipo comunicazionale, emozionale
e psichico. L’economia appare così come un’iperrealtà,
un mondo simulato, intraducibile nei termini della produzione reale.
Con il processo di integrazione dell’attività intellettuale entro
il processo produttivo il capitalismo si è innervato definitivamente
nel sistema nervoso dell’umanità. Per vincere la battaglia che
durante tutto il secolo ha contrapposto operai e capitale, il capitale ha dovuto
liberarsi della sua forma industriale, e ridursi alla sua essenza di codice
astratto, capace di modellare per via puramente semiotica i processi concreti
di elaborazione e di produzione. Oggi, il lavoro cognitivo, non potendo essere
calcolato in termini di tempo sequenziale, crea un’indeterminazione nella
quantificazione della produzione. Molti concetti essenziali per definire la
forma classica del capitalismo dell’epoca industriale, sono ridotti a
forme vuote. Nozioni come proprietà e valore che sono basilari per il
pensiero economico moderno perdono gran parte del loro senso quando entriamo
nella sfera del lavoro mentale. Una mela è un bene materiale che può
essere goduto da una sola persona, ma un programma informatico è un bene
del quale più utenti possono usufruire contemporaneamente.