-VITA

.cenni storici

Il periodo che va dalla nascita al pieno sviluppo artistico di Grossi comprende entrambe le guerre mondiali, momenti questi niente affatto facili.Pur essendo nato a Venezia si è dovuto presto trasferire a Bologna, visto che nell’ ottobre del ’17, ebbe luogo l’offensiva austro-ungarica con la disfatta di Caporetto. Venezia viene bombardata, cosi la madre decide di trasferirsi dai parenti bolognesi, dove trova impiego presso le ferrovie dello stato ( verrà poi licenziata durante il fascismo per le sue idee socialiste ). 

L’ evoluzione artistica di Grossi è stata molto condizionata dalla situazione storico-politica: nei modi di apprendimento, di esecuzione e di sviluppo delle sue idee. Ad esempio, basti pensare a come il regime Fascista obbligasse, grazie ad una norma ministeriale, gli Enti lirici dipendenti dal Ministero a mettere in ogni programma di concerto almeno un pezzo di un contemporaneo, che veniva puntualmente fischiato. Obbligo positivo per Grossi poiché lo avvicinò alla conoscenza della musica contemporanea.

Durante la Seconda Guerra Mondiale viene chiamato alle armi , rinviato in un primo momento, viene successivamente abilitato ad incarichi sedentari. Viene assegnato alla liquidazione delle tredicesime degli ufficiali di distretto; gli è però concesso di partecipare, dietro autorizzazione del corpo militare, alla tournèe dell’orchestra da camera in Germania. Al ritorno da questa esperienza, il Ministero lo assegna a Firenze per motivi artistici; da qui assiste alla caduta di Mussolini.

L’8 settembre si rifugia a Buti (monti pisani) da un amico commilitone con la madre, fuggita da Bologna sottoposta a bombardamento. Il Teatro comunale di Firenze viene militarizzato dai tedeschi, con direttore stabile Ketteler, tenente, di Monaco di Baviera. Recatosi a Firenze apprende da un compagno d’armi di essere nella lista dei fucilandi! Si reca comunque al Comunale in cerca di un impiego, dove riesce a convincere il neodirettore tedesco, trovando posto nell’orchestra del Teatro. Successivamente si presenta al distretto con il documento fornitogli dal Teatro per farsi cancellare dalla lista dei fucilandi. Come musicista aveva addirittura un lasciapassare con cui poteva girare sia per Firenze che per tutto il territorio della Repubblica, anche dopo il coprifuoco.

Riesce, in seguito, a scampare fortunosamente al bombardamento del Teatro, dove era rimasto, nonostante l’allarme, a studiare.Il Teatro come gli strumenti che vi si trovavano subisce gravissimi danni.

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