Nell’otto Maggio 1990 l’Operazione Sun Devil, che prima
sembrava un’azione dei Servizi Segreti apparentemente casuale
e senza un bersaglio ben preciso, spazzò via la Legion of Doom
e tutti i suoi componenti come una immensa onda. Quel giorno i Servizi
Segreti emisero 27 mandati di perquisizione in 14 città nella
zona di Plato, Texas e New York.
La legge era arrivata nel Cyberspazio.
Quando quel giorno finì il passaggio attraverso gli ampi spazi
aperti del Mondo Virtuale sarebbe stato molto complicato. In un comunicato
stampa successivo alla retata, i Servizi Segreti si vantavano di aver
soppresso numerose bullettin boards, di aver confiscato 40 computers
e di aver sequestrato 23.000 dischi. Essi sottolinearono nel loro resoconto
che “le violazioni criminali di questa operazione avrebbero potuto
danneggiare seriamente la salute e la prosperità di tutti i cittadini,
enti, e enti governativi degli Stati Uniti che contano sui computer
e i telefoni per comunicare”.
Non fu specificato se l’operazione da loro citata si trattasse
dell’operato della Legion of Doom o dell’Operazione Sun
Devil…La triste verità era che , a parte l’aver pubblicato
il documento di 3 pagine della Bell South, gli hackers non avevano manomesso
o trafugato alcun dato a chicchessia.
Gli unici davvero danneggiati furono alcune persone che davvero avevano
contato sull’uso dei computer e del telefono per comunicare, e
che avevano perso dati per un equivalente di circa cinque milioni di
pagine di informazioni, per non contare alcuni telefoni e computers.
E il benessere delle persone era davvero messo a rischio da questa operazione.
Come nel caso della ragazza madre e consulente di computer in Baltimora
alla quale una mattina venne sottratto il computer con il quale era
soltanto intenzionata a mantenere se stessa e il figlio diciottenne.
Gli agenti dei Servizi Segreti buttarono giù la sua porta con
martelli da fabbro, entrarono con le pistole puntate e sequestrarono
tutta la sua attrezzatura.
A quanto pare anche suo figlio aveva usato quel computer…
Oppure il caso di un padre a New York che aprì la porta di casa
sua alle 6 di mattina e si ritrovò con una pistola puntata in
faccia. Erano in una dozzina di agenti e, mentre alcuni di loro tenevano
ferma la moglie per la gola, i restanti irruppero nella stanza del figlio
quattordicenne con le pistole pronte a sparare. Prima di andarsene confiscarono
qualsiasi oggetto elettronico della casa, compresi i telefoni.