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Il dibattito su Nettime.org

Uno dei primi sintomi del comune sentire intorno alla nascente dicotomia fra usabilità e aspetti creativi del web design è senza dubbio riconoscibile in un thread di discussione avviato sulla mailing list Nettime.org, da sempre terreno fertile per discussioni avanguardistiche e fortemente consapevoli sulle dinamiche di rete.Nettime nasce raccogliendo istanze critiche presenti sin dagli albori di Internet, capacità di riflessione autoreferenziali molto fertili, all'interno dell'edizione del 1995 della Biennale di Venezia. Nei mesi successivi la comunità di discussione assume la forma attuale di mailing list non moderata il cui obiettivo è quello di superare la condizione stessa di semplice mailing list e mettere in atto un tentativo di creare un intellettuale collettivo internazionale e reticolare, in grado di portare avanti un discorso critico e consapevole sui linguaggi di rete senza sfociare negli eccessi di un'euforia partigiana e di un cinico pessimismo. In un simile contesto ha visto la luce, nel corso del 2001, un thread di discussione dal titolo "Disassociate web design from usability", che ha avuto il merito di porre nella dovuta evidenza il complicato rapporto fra esercizio dell'usabilità in ambito di web design e aspetti creativi del design stesso.Nell'intervento di apertura della discussione, Geert Lovink, co-moderatore della lista, pone all'attenzione comune il centro del problema:from: geert lovink < geert@xs4all.nl >date: Sat, 06 Jan 2001 22:05:31 -0800[…]What is more frightening is the somewhat unconscious isolation of webdesign , which can even be said of Internet research as such. The NewEconomy is more and more dictated by the fluctuations of the stock markets.It is no longer driven by the will to pursuit technological innovation. Ithas become ignorant towards Flash applications, streaming media or 3Dvirtual environments, avatar worlds, just to name a just few examples.The "usability" discourse is undergoing a similar faith of slow regression.Research about "stickiness", measuring user-friendliness of the design andfrequency of visits once served the rapidly growing user base who were notanymore tech savvy compared to the first adapters who were not distracted by inconsistencies. Navigation has become a non issue, thanks to usabilityefforts. Since then usability research has turned against itself, de factoadvising companies how to fit best into the mainstream mono culture.Pressure on the Internet departments of firms to generate cash is gigantic.[…]Il nodo della discussione è lampante: le pressioni venutesi a creare nella Rete in seguito al delinearsi di orizzonti economici sempre più allettanti e concreti hanno provocato - secondo Lovink - un'involuzione della ricerca scientifica sulle caratteristiche del mezzo e sulla natura dei codici espressivi manifestatisi negli ultimi anni. Un passo indietro pericoloso che ha trovato nella neonata web usability uno strumento di affermazione di logiche di progettazione editoriali orientate al profitto e non allo sviluppo e al progresso dell'intero ambiente web. In sostanza la web usability ha favorito, attraverso il ricorso sistematico alla pratica della semplificazione dei percorsi cognitivi e di navigazione, un appiattimento del senso e delle percezioni comuni legate all'uso dei codici espressivi. Di qui la necessità di dissociarla dal discorso e dalla pratica del web design, il cui obiettivo deve essere quello di affrancarsi da una tendenza alla riduzione, al fare della presentazione dei contenuti sul web una sorta di percorso tubolare, la cui direzione pre-impostata sta nella ricerca della semplicità ad ogni costo, ciò che Lovink chiama effect of streamlining the web.A partire da questo lucido punto iniziale la discussione si dipana cercando una soluzione in un "salto" all'indietro, su un livello gerarchico superiore: viene infatti ritenuto quasi unanimemente necessario arrivare a puntualizzare la natura del concetto di web design, troppo spesso identificato con uno screen design. Il web design non deve limitarsi all'analisi delle problematiche visive nel momento della presentazione dei servizi e dei contenuti, ma cogliere la fase di progettazione per il web nei suoi aspetti profondi e basilari, ovvero farsi design concettuale, pre-esistente al livello di pura visualizzazione. Sostiene Felix Stader, membro del Marshall McLuhan Project:From: Felix Stalder < stalder@fis.utoronto.ca >Date: Sun, 7 Jan 2001 17:20:08 -0500[…] What all of that indicates is that graphic designer are not the "avant-garde" of the web, but are rather far behind the technologicaldevelopment. If the most innovative websites have the most dull interface,what does that say? Not necessarily that they have been brain-washed byunimaginative e-commerce consultants, but perhaps that graphic designershave so far been unable to develop a new visual language as quickly as thenew applications that would need once have been introduced. […]Sembra quindi farsi strada l'ipotesi secondo cui i tradizionali progetti di web design sono un passo indietro rispetto alle reali potenzialità della Rete, troppo attenti alla dimensione grafica e superficiale (quella che uno dei protagonisti della discussione, Micheal Goldhaber, definisce superficial artistry) piuttosto che al luogo in cui sono depositati i veri segreti dell'ambiente, quelli che concernono il comportamento dei siti e dei servizi, la loro intima natura. Natura il cui nucleo, in ultima istanza, è profondamente e inequivocabilmente alfabetico, anche laddove l'alfabeto assume la forma di un linguaggio di programmazione.E' questo punto semplice notare come il dibattito all'interno di Nettime.org assuma caratteristiche ben precise e delineate in una direzione, ovvero quella di concentrarsi attorno al concetto di "design". Concetto che va necessariamente puntualizzato per poter apprezzare le sfumature della discussione proposta e per non cadere nell'errore che l'uso del termine "design" può ingenerare.Esistono in campo informatico almeno tre sfumature di significato: la prima è forse quella più comunemente utilizzata, vale a dire design come progettazione visuale, che si occupa della presentazione superficiale di un sito o un prodotto; la seconda, ovvero il design concettuale, l'architettura in codice sorgente del software o del sistema; e infine la terza sfumatura, il design dell'interazione, che si preoccupa di studiare le modalità migliori per far interagire il sistema informatico con il proprio utente. [Cooper 1999:26] L'errore possibile è di fraintendere l'accezione particolare con la quale il termine viene impiegato all'interno di una situazione discorsiva fluida come quella favorita dalla mailing list: va opportunamente considerato come nel caso di Nettime.org si tenda generalmente negli interventi a privilegiare le ultime due sfumature di significato a discapito della prima, considerando l'apparenza visiva l'aspetto meno importante fra quelli ragionevolmente attribuibili a una qualsiasi fase di web design.Chiarito questo punto risulta quasi immediato paragonare quanto sostenuto dagli interventi riportati poco sopra, fortemente critici nei confronti dell'importanza attribuita al design visuale a discapito di quello semiotico, con l'espressione utilizzata da Cooper nel discutere della debolezza di alcune interfacce utente. L'applicazione di un'impronta visiva gradevole ad un meccanismo di interazione debole, o peggio ancora scadente, viene definita come l'atto di "truccare un cadavere" [Cooper 1999: 261]. La simbologia è molto chiara: sia Cooper che i partecipanti alla riflessione sul tema usabilità / web design all'interno di Nettime.org sono concordi nell'affermare la superiorità della semiosi architetturale, dell'interazione, del codice (testuale quindi, anche se si tratta spesso di un testo molto particolare, manipolabile come un oggetto), su quella visiva. E questo anche perché, come sostiene il curatore del sito ConceptualartFrom: curator < curator@conceptualart.org >Date: Tue, 09 Jan 2001 01:08:41 -0800[…] Even when constructing imagery the computer is truly just manipulating data.Even if those data packets happen to be reassembled as an image in yourbrowser (or whatever you use to view a digital image) the network is workingwith information. […]Lo status ontologico dell'immagine statica e dell'animazione sul web viene svelato per ciò che è, un insieme di dati organizzati con una logica in grado di fornire, attraverso adeguati strumenti, l'illusione di trovarsi di fronte a una realtà figurativa vera e propria.Non esistono più barriere distintive fra immagine, suono, testo, animazione: ognuna di queste componenti del mondo web è cosostanziale alle altre, tutte indistintamente condividono la stessa origine e la stessa natura, ovvero il codice alfanumerico, in ultima istanza addirittura il codice binario, una semplice sequenza di 1 e 0.È ovvio che di fronte a una simile constatazione si faccia strada la consapevolezza di dover lasciar cadere l'attenzione sinora concessa all'aspetto visivo e concentrarla invece su quello informativo.Si assiste ad uno spostamento del focus attenzionale su processi e tecniche di engineering piuttosto che di design: grazie a questa deviazione dal tradizionale approccio di analisi si rafforza ancor di più la convinzione che la vera natura del web design debba essere di carattere concettuale, si debba giocare cioè su di una prospettiva a lunga scadenza. In altri termini, il web design all'interno di Nettime.org viene concepito come un orientamento tecnico-filosofico in grado di portare la Rete ad uno sviluppo "ulteriore" della propria natura, ad un passo successivo nella scala evolutiva, che consiste nell'elaborare nuovi codici e nuove applicazioni per gli aspetti intimi della Rete stessa, ovvero quelli caratterizzati da un elevato grado di reticolarità. Tutto ciò si percepisce in modo chiaro in un intervento del dibattito:From: scotartt < scot@systemx.autonomous.org >Date: Thu, 11 Jan 2001 18:30:16 +1100[…] I do not discount design. I just recognize that design will never producethe 'next level' of networked application that Felix was talking of. yousee, the next advance in 'internet technology' isn't a better paradigm fordesigning screens (good or bad or indifferent, it doesn't matter) ... thereal advance will come in thinking of new applications for the network.Design never made napster, invented it I mean, engineering did. (even *if*the next application is invented by a designer, Ì'd contend what they aredoing is engineering, not design).[…]But I am arguing about paradigms. Felix pointed out that he felt that the*real* innovation comes from totally new networks or network usesdeveloping, (such as napster or slashdot) not from advances in page layoutor screen design. And I wholeheartedly agree. Look at us here in nettime.text only. An artistic, aesthethic, political social network. Is it'designed' as in visually designed, or is it socially engineered? […]Il web design viene quindi a coincidere all'interno della visione dei nettimers con una forma di web engineering, ovvero una forma di conduzione del web alla sua massima potenzialità espressiva: web design significa prima di tutto scrivere sul nuovo medium per il nuovo medium, quindi con una consapevolezza delle caratteristiche intime del mezzo stesso e andando in una direzione che miri all'esaltazione di queste caratteristiche peculiari, non a riproporre stili e motivi appartenenti alla tradizione dei media affermati. In quest'ottica la web usability sembra divenire semplicemente uno strumento della scrittura per il web, quasi una sorta di tampone in grado di assorbire l'inchiostro in eccedenza per mantenere la pagina nitida e senza sbavature.La metafora può apparire forzata ma in realtà ciò che traspare dal dibattito interno a Nettime.org è proprio questo: la web usability è una variabile che interviene soltanto in seguito alla manifestazione di un'idea di evoluzione del web che è l'aspetto fondamentale del processo di design, o engineering che dir si voglia. Il centro del dibattito consiste nello spogliare il concetto di web design dalla pressochè dominante connotazione visuale e di investirlo invece dell'importanza che davvero riveste, quella di essere una forma di scrittura sociale della Rete, che procede in una direzione evolutiva i cui vantaggi sono avvertibili da chiunque. Giunti a questa connotazione dell'espressione, il passo successivo e inevitabile consiste nella dissociazione fra web design e usabilità dal momento che sono attività poste su due piani diversi e ben distinti. L'uno profondo, l'altra in superficie. [indice testi] [testo stampabile]le porzioni di testo fra parentesi quadre danno accesso diretto alle notele citazioni provengono dal thread "Disassociate web design from usability" comparso nel 2001 su Nettime.orgGli autori sono evidenziati e raggiungibili via mail.

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