L'insostenibile virtualità dell'essere
 
 

"le tecnologie virtuali cominciano ad affiancare un terzo processo, quello di disseminazione del corpo nelle reti e negli spazi virtuali, immateriali, delle macchine digitali. E il corpo disseminato è destinato a modificare un rapporto basilare, che aveva retto immutato per decine di migliaia di anni, il rapporto fra corpo e identità... (Il completo stravolgimento di questo rapporto) si verificherà in modo ampio e diffuso quando si realizzerà l'incontro, oggi solo promesso, fra realtà virtuale e reti telematiche: quando il mondo consisterà anche di ambienti artificiali convincenti e modificabili... (dove) si incontreranno corpi virtuali... capaci di generare l'uno nell'altro risposte sensoriali anch'esse convincenti e totali".

ndo cioè la tecnologia riuscirà a far condividere in rete non solo le parole (come avviene sui Mud) e/o le immagini (come su Bodies©Inc), ma contemporaneamente tutto il patrimonio sensoriale dell'uomo, grazie ai computer, e a ciò che probabilmente avrà preso il posto dei caschi e delle tute che oggi appartengono al guardaroba della realtà virtuale (e di una certa moda subito pronta a cogliere il lato cyberfetish).
"Certo a quel punto l'uomo, qualsiasi sia il nome che vorrà darsi, non sarà più quello che è stato finora", sottolinea Caronia.
Dopo queste letture - con la testa un po' confusa ma ra Quassicurata sul fatto di essere . politically correct - mi scelgo due occhi verdi, un paio di gambe lunghissime e un seno prosperoso. Il mio avatar è ora un'Ava Gar(dner): il mio sé proteiforme e fluido ha deciso che me lo posso permettere, nonostante tutto. Adesso posso spegnere il computer e andare a sfamare la mia realtà biologica, mentre il mio bellissimo corpo virtuale aspetta, nel Limbo di Bodie©Inc, di essere disseminato nella rete.