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Diritto alla comunicazione nello scenario di fine millennio
 
 



Buongiorno a tutti e grazie. Credo di avere poco da dire sulle particolarita', o sulle concrettissime proposte sul terreno giuridico, perche' non sono un operatore della scienza del diritto e quindi vorrei limitarmi a dire due cose in modo molto succinto, spero. In primo luogo vorrei invitare me stesso e tutti noi che siamo qua oggi a capire meglio in quale grosso sfondo si colloca questo nostro incontro di oggi e l'insieme dei problemi particolari, anche di breve periodo, che abbiamo di fronte, e di cui, ovviamente, e' giustissimo che ci occupiamo e su cui anche troverei giusto che dall'insieme dell'incontro di oggi uscissero anche proposte concrete. Non diro' la mia opinione in maniera specifica dilungandomi molto su queste cose. Pero' credo che se non abbiamo presente il quadro generale dentro il quale si colloca questo insieme di problemi, di rivendicazioni di liberta', di difesa da certi attacchi, potremmo rischiare, come diro' successiuvamente, di impostare una battaglia in modo quasi perdente, in modo da non avere la necessaria incisivita'. Lo sfondo generale entro il quale si situa questa congiuntura oggi, questa discussione, questo insieme di dibattiti a vari livelli, come e' stato gia' prima ricordato, al livello alto delle riunioni politiche dei governi modiali, al livello del governo italiano, al livello della elaborazione di leggi e al livello dell'utenza, questo quadro e' quello di una trasformazione rapidissima non soltanto del mondo della comunicazione ma del mondo della vita quotidiana indotta dalle nuove tecnologie. Se questo e' il quadro, cioe' se le trasformazioni che noi stiamo vivendo sono trasformazioni cosi' rapide e questo e' un dato di fatto, una cosa di cui ci rendiamo conto tutti, non soltanto naturalmente rischiano di essere obsolete rapidamente, di andare fuori obiettivo rapidamente gli strumenti giuridici e legislativi che si approntano su questo tipo di cose, ma rischiano forse di essere facilmente superate dai fatti anche le nostre risposte a questi. Quindi da un lato dobbiamo conservare una duttilita', una capacita' di capire quello che c'e' di nuovo, di momento in momento, molto alta e molto forte. La seconda cosa che voglio dire da questo punto di vista e' che l'ingresso delle nuove tecnologie e anche di tecnologie meno nuove come la televisione o l'uso dei sondaggi che fanno parte in qualche modo di questo universo mediatico, stanno rapidamente trasformando moltissimi giuristi, politologi, stanno trasformando rapidamente anche le pratiche e i concetti della democrazia. Noi in questo paese lo stiamo vivendo in maniera particolarmente forte questo processo, stiamo vivendo una congiuntura politica di rapporti tra movimenti degli strati sociali e mondo politico che in questo momento sono oggetto di studio in tutto il mondo, mi riferisco ai problemi della videocrazia, del rappporto giurdico e pratico concreto dell'ingresso in campo direttamente di forze imprenditoriali che saltano la tradizionale mediazione politica pone una serie di problemi del tutto nuovi su cui le teorie e le pratiche classiche poltico giuridiche sono fortemente inadeguate a comprendere e a sapere rispondere.