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Minimal TV:

un'esperienza artistica di televisione interattiva

 

 

di Federico Bucalossi, Claudio Parrini

e Giacomo verde

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(conferenza a cura di Tommaso Tozzi per il progetto “Arte, Media e Comunicazione”, 1997)

LA TELEVISIONE NON ESISTE

Questo è uno degli slogan della Minimal TV. Nella Minimal TV tutto viene

messo in gioco, tutto può diventare televisione, noi partiamo dalla

televisione al punto zero, dal livello minimo; è la televisione più

piccola del mondo, nel senso che esiste perchè tutto ciò che accade

viene trasmesso su quattro o cinque monitor posizionati in strada, nei

bar o in altri punti strategici.

La Minimal TV è nata all'interno di festival teatrali e sagre di paese

con lo scopo primario di far fare la televisione, di far giocare a fare

la televisione al pubblico, ai passanti, a tutti quelli che si trovano

a passare dallo studio della Minimal TV che è sempre posizionato in un

luogo accessibile.

Caratteristica della Minimal TV è l'uso di tecnologie povere, un altro

slogan della Minimal TV è: fatevi la televisione che volete.

Quello che poi viene detto o fatto durante le trasmissioni è

relativamente importante, più importante è che le persone si rendano

conto di come si può fare televisione e partecipino mettendo in campo la

propria immagine e la propria esperienza.

Funziona così:

c'e uno studio televisivo, che di volta in volta cambia scenografia, con

un unico conduttore Sasà Nothing raggiungibile anche via telefono;

c'è una postazione esterna, il Video-Box, con un televisore ed una

videocamera collegati allo studio, nel quale vediamo le immagini su di

un monitor di controllo. Gli spettatori con la "guida" di Rorò possono

dialogare con Sasà, entrare in trasmissione e lo possono fare anche

fisicamente, aprendo la porta della regia.

Un'altro punto esterno è il Net-Box che consiste in un computer

collegato ad Internet al sito ufficiale della Minimal TV dove vengono

inseriti messaggi ed immagini (volti dei partecipanti)  relativi ad un

argomento specifico; inoltre attraverso lo strumento della

videoconferenza il pubblico può "confrontarsi" con gli altri cittadini

della Rete. Tutto ciò che accade nel Net-Box viene mandato alla regia

che lo inserisce poi nella programmazione delle trasmissioni.

Durante il giorno registriamo dei servizi montati in macchina, servizi

tra il reale ed il fantastico sulla situazione del paese o sugli

argomenti relativi al festival o alla sagra che ci ospita. Alcune

selezioni delle registrazioni vengono poi mandate in onda la sera

(solitamente la Minimal TV inizia alle 18/19) durante le trasmissioni

insieme ai "numeri" e alle gag di Sasà e Rorò che giocano a realizzare

generi televisivi. Anche se si ride o ci si diverte molto, evitiamo di

imitare la Televisione con le sue gag e i suoi atteggiamenti

cabarettistici.

Uno dei nostri obiettivi non è fare una parodia della televisione bensì

fare televisione, il nostro compito è più quello di essere dei

"registi", non è una simulazione della televisione ma una trasmissione che

vive di vita propria.

La Minimal TV rompe tutti gli schemi tipici del linguaggio televisivo,

ad esempio gli spot pubblicitari (che noi definiamo rumeni) vanno contro

ogni legge della pubblicità; così come i ritmi televisivi che usiamo non

tengono conto dei tempi televisivi che siamo abituati a fruire.

LA TELEVISIONE E' DI CHI LA FA e quindi ha la struttura di chi la

gestisce.

Ad esempio anche il palinsesto, che facciamo circa mezzora prima di

andare in onda, non viene mai rispettato perché la partecipazione attiva

della gente sconvolge completamente la programmazione.

La televisione è di chi la fa, quindi la televisione non ha

un autore, quindi la televisione non esiste... LA TELEVISIONE NON ESISTE

... SONO SOLO FIGURINE

Gli slogan vengono mandati in sovraimpressione insieme ai disegni e gli

interventi fatti con computer grafica in tempo reale sopra le facce di

chi interviene o sulle interviste.

Inoltre durante le trasmissioni passiamo con disinvoltura da immagini di

videoarte all'intervista col vigile urbano oppure al macellaio o al

sindaco e poi gli spariamo un video di Bucalossi con un cervello

spappolato preso a martellate.

C'è una convivenza tra arte sperimentale e di ricerca e la bassa

televisione.

Il risultato finale è un mix casuale ed irripetibile, perché in ogni

serata si innescano procedimenti anomali tra le diverse componenti,

causando un effetto imprevedibile anche a noi stessi "autori".

Un aspetto di casualità si manifesta anche nella mobilità dello staff,

vale a dire, c'é una specie di "accodamento" allo staff iniziale. In

pratica si possono inserire nello staff classico altre figure come ad

esempio l'editorialista (che potrebbe essere il macellaio del paese),

l'aiuto regista, eccetera. Personaggi anche con nuovi ruoli che

caratterizzano l'aspetto mutevole della Minimal TV.

La cosa importante è far toccare con mano alle persone che la

televisione non esiste.

Oggi comunemente diamo alla televisione un valore di realtà, di

esistenza, di documentazione del reale mentre di fronte ad un obbiettivo

il nostro tipo di comunicazione è alterato, molto simile ad una

situazione teatrale, recitiamo. Un'extracomunicazione dove mettiamo in

scena un personaggio, un personaggio televisivo.

La Minimal TV offre la possibilità di confrontarsi con l'immaterialità

dell'immagine elettronica, senza stare a fare gli accademici o teoria

della comunicazione. Questo è un gioco, un gioco molto serio che

sviluppa consapevolezza nella visione della TV ufficiale.

Siamo purtroppo abituati ad uno stile televisivo molto filoamericano perche'

nessuno ci ha mai mostrato un altro stile, un altro approccio tra le

"figurine" e l'obbiettivo, per cui la TV potrebbe essere benissimo

totalmente diversa.

La Minimal TV è una sorta di macchina aperta che la comunità ospitante

può usare a suo piacimento ed ogni volta è stata usata in modo diverso.

La Minimal TV come operazione artistica? Ma se la televisione non

esiste, l'arte esiste?

(risate e sguardi perplessi)

 

Il primo esperimento di Minimal Tv fu in un appartamento nel quale da

una stanza Sasà Nothing trasmetteva in un televisore situato nella

stanza adiacente e tutti pensavano che si trattava di una televisione privata.

Gli ospiti della serata potevano colloquiare con il presentatore

attraverso il telefono di casa. Il progetto fu poi accettato e

finanziato dalla Giallo Mare Minimal Teatro di Empoli.

 

Staff

Federico Bucalossi (camera e mixer art computer)

Vanni Cilluffo / Sasa' Nothing (conduttore)

Francesco Galluzzi / Rorò (inviato speciale e video-box)

Claudio Parrini (Internet-box manager)

Giacomo Verde (camera e televizion guru).

 

Esigenze Tecniche.

- almeno 3 televisori con supporti da mettere in strada;

- almeno 2 videocamere;

- 1 videoregistratore;

- 1 mixer audio/video;

- una stanza per lo studio-regia facilmente raggiungibile dagli

spettatori;

- linea telefonica nello studio per farsi chiamare dagli spettatori;

- 1 computer a/v per la grafica;

- 1 PC per il collegamento Internet;

- 1 o 2 assistenti tecnici;

 

Home page della Minimal TV è:

http://www.leonet.it/art/giallomare/minimal.html

 

Gli intervistati:

Claudio Parrini (Vinci - Fi)

Membro di StranoNetwork, dopo una ricerca in ambito pittorico, il suo

lavoro verte oggi sul ruolo dell'artista in relazione ai nuovi mezzi di

comunicazione. E-mail: c.parrini@leonet.it

 

Federico Bucalossi (Empoli - FI)

Membro di StranoNetwork e Yellowcake, proviene da esperienze diverse che

vanno dal video alla musica alla computergrafica attualmente si occupa

di nuove tecnologie e discipline della comunicazione collaborando con

vari gruppi.

 

Giacomo Verde (Silea - TV)

Artista ipermediale con esperienze di teatro di ricerca e videoarte.

Si occupa delle possibilita' creative offerte dallo scarto tra realta' e

comunicazione elettronica con particolare attenzione all'uso di tecnologia

povera.