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Hacktivism. La libertà nelle maglie della rete

 

di A. Di Corinto e T.Tozzi

 

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3.4.2. Hackeraggio Sociale e Cyberpunk

 

Mentre hackeraggio sociale è stata una parola d'ordine, il cyberpunk è stato un movimento.

Il primo termine è solo un nuovo modo di definire pratiche già in parte sperimentate dagli hacker del MIT, dagli hacker dell'Hombrew Computer Club, da chiunque, in fin dei conti, avesse a cuore le ragioni sociali e forzasse la tecnologia per risolverne i problemi. Semmai, la forza del termine è collegata ad una maggiore organizzazione da parte di chi vi si riconosceva quando se ne diffonde l'uso negli anni ottanta. E' collegata ad maggiore coscienza e diffusione di una volontà collettiva di intervenire nei processi sociali, comprendendo meglio quali fossero gli obiettivi e le pratiche da mettere in atto per migliorare lo stato delle cose.

I processi attivati negli anni sessanta e settanta stavano producendo la nascita delle prime comunità hacker in cui si riconosceva un sempre più radicato senso di appartenenza ad una cultura basata non su piani geopolitici, quanto su valori condivisi attraverso un uso alternativo dei media quale sono state ad esempio le fanzine, le radio, i dischi ed i concerti, i circuiti di spazi alternativi e quindi le reti telematiche.

 

Presumibilmente negli anni ottanta le pratiche di hacking sociale vere e proprie all'interno delle reti telematiche sono state relativamente poche, se si intende con esse incursioni, sabotaggi, campagne con effetti realmente positivi dal punto di vista sociale. Poche e fatte da un numero abbastanza limitato di gruppi. Se si intende invece per hacking sociale anche la creazione di comunità virtuali con un forte senso critico verso le nuove tecnologie o la diffusione più o meno legale di saperi, competenze e strumenti digitali, o la rivendicazione dei diritti cyber e la diffusione della protesta verso le nuove tecnologie della comunicazione e delle sue motivazioni, allora gli anni ottanta sono stati una vera e propria esplosione che si è diffusa attraverso il moltiplicarsi esponenziale sia di fanzine e riviste cartacee, che di BBS e riviste elettroniche, su cui circolavano le proposte di nuovi modelli tecnologici e comunitari.

Tante e tanti, al punto che il raccontarli in un libro diventa per forza di cose un falso storico. Nel libro troverete solo qualche centinaio di nomi, ma in realtà a questi movimenti ha partecipato una motlitudine di persone ognuna facendo la sua parte.

 

A differenza dell'hackeraggio sociale, il cyberpunk è stato un movimento. E' stata di fatto un'invenzione letteraria. Così scrive R. Scelsi nel 1990: "la letteratura cyberpunk sembra essere un ottimo cavallo di Troia, buono per interessare quei settori attigui, oggi non ancora coinvolti, che gravitano nelle orbite più lontane del movimento. Oggi tramite il cyberpunk si offre l'opportunità, a tutti gli operatori culturali e di movimento, di aprire un nuovo enorme campo di produzione di immaginario collettivo, capace di scardinare la tenace cappa immaginativa esistente, dalla quale da più tempo si è compressi. I temi ispiratori del cyberpunk, come si è dimostrato, appartengono per storia, evocazioni e fascinazioni future ai movimenti controculturali. Bisogna collettivamente riappropriarsene. Potrebbe essere questa la risposta da offrire al paradosso comunicativo che caratterizza la fase attuale della società: un mondo che mai è stato così mediatico, ma anche mai così povero quanto a comunicazione reale" (Scelsi, 1990, pag. 32-33).

Il risultato è stato che la letteratura cyberpunk ha portato sotto gli occhi dei riflettori alcune delle tematiche dell'etica hacker. Ciò è stato un bene perché ha permesso il contagio e il reclutamento di alcune fasce sociali (giovanissimi, artisti, intellettuali, ecc.) che si sono riconosciute intorno a tale visione del mondo. Di contro però i media hanno approfittato per intessere colorate, quanto assurde, descrizioni dei comportamenti e delle finalità hacker basandosi su talune rappresentazioni estreme dei protagonisti della letteratura cyberpunk sfuggita al controllo dei loro stessi fondatori. La confusione tra finzione e realtà mentre produceva seduzione, creava anche confusione tra chi faceva hacking sociale e chi inseguiva mondi narrati e forniva ai media lo strumento per creare consenso intorno alla repressione.

Secondo T. Leary, il modello del cyberpunk deriva dal mito di Prometeo che rubò il fuoco degli dèi e lo diede all'umanità. Quetzalcoatl, dio della civiltà Atzeca, insegnava le scienze e le arti alla popolazione. Nei miti vengono entrambe puniti per questo. Alla base dell'etimologia del termine cyber vi è un significato originario nel greco (kubernetes) che è quello di "pilota", "timoniere", associato ad un'idea di autosufficienza ed indipendenza individuale. Nel latino il significato del termine viene tradotto in "governare", "controllare". Nella Cibernetica di N. Wiener il termine assume il significato di teoria del controllo e della comunicazione nei sistemi meccanici e biologici 13. Si perde dunque il significato originario di autopoiesi ed autoorganizzazione che invece intellettuali come Maturana e Varela tenteranno di recuperare. M. Foucault e la filosofia francese hanno recentemente sottolineato l'importanza del linguaggio e della semiotica nel determinare comportamenti e strutture sociali umani, al punto che se cambiate il linguaggio, cambiate la società.. Il recupero del significato originale del termine cyberpunk viene dunque fatto da un movimento di persone che cercano attraverso di esso di creare un nuovo modello di società dove gli individui sono in grado di autogestirsi la propria vita (Leary, 1988, pag. 63).

 

Ma veniamo dunque a ripercorrere questa parziale storia dell'hackeraggio sociale e del cyberpunk, considerando che di quest'ultimo non è nostro interesse raccontare gli aspetti letterari, riguardo a cui rimandiamo a testi quali: Sterling, 1986; AA.VV., 1989; Scelsi, 1990; o i moltissimi testi di A. Caronia che in Italia è un punto di riferimento ed è stato un vero e proprio precursore; D. Brolli, F. Giovannini e molti altri ancora.

 

Nel 1972 S. Brand scrive il primo articolo sulla storia dell'hacking su "Rolling Stone". Nella seconda metà degli anni settanta l'hackeraggio comincia a diffondersi in america in modo diffuso.

Nel 1975 Raphael Finkel realizza "The Jargon Files", un file che viene compilato collettivamente in rete e che contiene al suo interno un dizionario vasto e completo sul gergo, la cultura, le leggende e le abitudini degli Hacker . .

 

All'inizio degli anni ottanta esce a Londra il n. 1 della fanzine Vague. Tale fanzine sarà un forte mezzo di diffusione delle culture underground internazionali con un taglio anarco-situazionista ed una buona dose di antagonismo sociale. Al suo interno appariranno degli articoli con una visione molto radicale della cultura cyberpunk.

A San Francisco nel 1981 esce il primo numero di "Processed world" una fanzine centrata sugli aspetti critici delle nuove tecnologie. In quel periodo intorno alle nuove tecnologie si stava riorganizzando in modo determinante l'economia e il mondo del lavoro occidentale. Ciò avveniva in una situazione di mancanza di regole che ne regolassero lo sviluppo e difendessero gli interessi dei lavoratori e in generale dei cittadini. Per rispondere ad un uso scriteriato di tali tecnologie fin dall'inizio degli anni ottanta si assiste alla nascita di gruppi come Processed World. "Fin dal suo inizio la rivista Processed World cercò di illuminare l'altra faccia dell'Era dell'Informazione. (...) l'obbiettivo esplicito del progetto era duplice: servire come punto di contatto degli impiegati malcontenti (e dei salariati cognitivi in generale) e procurare uno sbocco creativo per persone il cui talento veniva bloccato da quel che facevano per mangiare" (R. Scelsi in Processed World, 1998, pag. 18).

Contemporaneamente ad Amburgo W. Holland ed altri si rendono conto della possibilità di usare il computer per fare controinformazione all'interno del movimento. Nasce così nel 1981 il Chaos Computer Club come un circolo di esperti del computer che discutono di comunicazione elettronica 14.  Tra i fondatori vi è "Wau", nome d'arte di H. Holland Moritz, e S. Wernery. Il CCC si richiama alla filosofia di TAP puntando però sulla socializzazione dei saperi tecnologici. Il loro intento è di socializzare gli strumenti e i saperi per poter far creare autonomamente l'informazione a chiunque. E' anche per questo motivo che il CCC non vuole essere paragonato a un Robin Hood che ruba ai ricchi per dare ai poveri (Scelsi, 1990, pag. 27). Nel 1981 a Berlino c'è un primo incontro di un gruppo di persone sulle potenzialità del computer, tra cui, ad esempio, la possibilità di fare un censimento delle case sfitte e distribuire questi dati al movimento delle occupazioni. Si capisce che chi ha il potere in questa società trae parte di questo potere dall'elaborazione dei dati e che non solo la polizia o il potere possono utilizzare le banche dati ma anche i movimenti. Iniziano quindi dei meetings internazionali promossi dal CCC per confrontare dati ed esperienze, il primo dei quali si tiene ad Amburgo nel 1984. Nasce la pratica dell'hacking sociale intesa dal CCC come l'intrusione nelle banche dati per raccogliere informazioni per scopi ed usi comunitari e sociali. "Noi con il nostro lavoro e le nostre pubblicazioni cerchiamo di fornire strumenti ed idee. (...) Ogni macchina, ogni progetto non sono mai solo una macchina o un pezzo di carta, ma una risorsa di pensiero, ogni invenzione quindi è un'invenzione sociale ed in questo senso bisogna rapportarvicisi ed utilizzarla. In più lo sviluppo delle tecnologie dell'informazione ha creato nuovi bisogni per un fondamentale diritto umano che è quello del libero, illimitato e non controllato scambio di informazioni e questo sta alla base di tutta la nostra pratica che più che essere ideologica cerca di essere una effettiva nuova forma di cooperazione tra la gente. ...E ricorda che ogni informazione è anche deformazione. E' come costruire una bottiglia partendo dal materiale grezzo e fuso: con le tue mani attraverso il processo di informazione tu dai una forma precisa a quel materiale che prima era non in forma e deformandolo otterrai la tua bottiglia, otterrai cioè uno strumento per scambiare idee" (W. Holland in Scelsi, 1990, pag. 133).

Il bisogno di usare i nuovi strumenti telematici inizia a diventare una realtà. Mentre inizia ad affermarsi Usenet e stanno per nascere i primi network dedicati alle tematiche dell'ambiente ed umanitarie, in Europa, ed in particolar modo in Francia sta per esplodere il fenomeno delle comunicazioni tramite Minitel. Il primo uso del Minitel per consentire un dialogo diretto tra utenti avviene grazie ad un hackeraggio del sistema fatto da un utente che rende disponibile a tutti la possibilità del dialogo interattivo fino a quel momento disponibile solo tra utente e amministratore di sistema (Rheingold, 1994, pag. 264).

Nel 1982 Maek, Muscha, Schafer e Trimpop realizzano il film "Decoder. Muzak is more than music".

Nel 1984 esplode il fenomeno del cyberpunk. Il termine cyberpunk fu coniato nel 1984 dal giornalista Gardner Dozois per parlare della scrittura di William Gibson. Gibson,  innovatore della narrativa di science fiction, nei suoi romanzi anziché raccontare di navi a forma di sigaro e invasioni aliene rese protagonisti gli emarginati tecnologici di un futuro già presente fatto di biotecnologie, comunicazioni wireless, hackers e replicanti in cui i virtuosi del computer combattono le zaibatsu, le mega-corporazioni che brevettano il vivente e usano metodi mafiosi per consolidare i propri mercati.

W. Gibson scrive "Neuromancer". Nel libro usa la parola cyberspace che verrà definito più tardi da John Perry Barlow come "il luogo in cui si trovano due persone quando si telefonano". In Neuromancer vi si trova anche scritto "la strada trova sue modalità per usare la tecnologia".

Lo stesso anno viene formalizzata la nascita ad Amburgo del Chaos Computer Club.

Nel 1984 il CCC hackera il servizio di comunicazioni Telebox BTX, realizzato dalle poste tedesche in collaborazione con l'IBM, per farne vedere la fragilità rispetto sia alla sicurezza dell'utente che del sistema. In quel periodo il governo tedesco stava anche provando a fare un censimento informatico dei cittadini. Dato che il BTX era un luogo in cui i cittadini potevano scambiarsi posta elettronica privata, fare prenotazioni ed acquisti, emergeva nel CCC il dubbio sulla tutela dei dati della cittadinanza. Per tale motivo il CCC fa un'azione di hacking sociale in cui dimostra la fragilità del sistema riuscendo ad inserirsi al suo interno e a farsi accreditare una ingente quantità di marchi. Subito dopo il CCC rende pubblica la cosa senza incassare i soldi, ma solo per dimostrare la facilità con cui era possibile entrare nel sistema e controllarlo. Ciò fornì ai cittadini tedeschi la consapevolezza di un dubbio sulla protezione dei loro dati privati e costrinse il governo tedesco a rivedere le sue politiche in riguardo.

Sempre nel 1984 il CCC inizia a pubblicare la rivista Datenschleuder.

Nel 1985, iniziano a partire nell'area dell'antagonismo in Italia le prime proposte tra gruppi e collettivi di creazione di una rete telematica antagonista. Tra i promotori vi è un gruppo informale all'interno del "Centro di Comunicazione Antagonista" di Firenze (uno dei cui componenti, Stefano Sansavini, sarà in seguito uno dei membri fondatori del gruppo fiorentino Strano Network), "Vuoto a Perdere" di Roma, "Radio Onda Rossa" di Roma e altri. Le proposte vengono però considerate ancora premature per l'attuale situazione italiana. L'ipotesi era comunque quella di creare uno scambio di materiali antagonisti attraverso il mezzo telematico.

 

Sempre intorno alla metà degli anni ottanta il Chaos Computer Club realizza Zerberus, un sistema di posta elettronica in contrapposizione con la tecnologia Fidonet (vedi BBS e Fidonet) in quanto non prevede una struttura centralizzata e gerarchica.

L'anno successivo B. Sterling scrive l'antologia di fantascienza cyberpunk "Mirroshade" all'interno della quale parla di "una "non santa alleanza" che si starebbe formando tra la scena hardcore computeristica e quella musicale" (Scelsi, 1994, pag. 47).

 

In Italia il gruppo che più di ogni altro ha avuto la capacità di promuovere la diffusione dell'etica hacker, attraverso un lungo lavoro di teorizzazione, promozione, organizzazione ed azione diretta, è stato il gruppo Decoder di Milano. Il gruppo nasce nel 1986 e dalla seconda metà degli anni ottanta inizia le prime riunioni in cui si ipotizza un uso sociale delle reti telematiche. Tra i fondatori vi sono G. "uVLSI" Mezza, E. "Gomma" Guarneri e R. "Valvola" Scelsi, M. Philopat, Rosi, Marina e altri. Tutti quanti hanno condiviso le esperienze di occupazione ed autogestione di spazi sociali come il "Virus". Alcuni di loro hanno vissuto in prima persona la nascita del movimento punk in Italia. Ma è grazie ad un appello di Primo Moroni all'area del movimento a confrontarsi con le nuove tecnologie che scatta la scintilla che darà luogo ad una delle più belle pagine della cultura del digitale in Italia. Gomma e Raf, rispondono a tale appello e Primo Moroni gli concede uno spazio all'interno della libreria Calusca di Milano per portare avanti i loro progetti. Oltre ad iniziare la pubblicazione della fanzine Decoder, il gruppo inizia una serie di riunioni in cui si cerca di progettare la nascita di una rete telematica alternativa.

Il gruppo di Decoder viene in contatto con la rete Fidonet attraverso A. Persivale (sysop del nodo milanese e terzo nodo italiano), con cui partono le prime ipotesi di un'area messaggi interna alla Fidonet. Persivale contatta al riguardo la bbs Mimax di Roma, The Doors di Prato e altre bbs della rete Fidonet, senza giungere però per il momento a far partire nessun progetto. Sarà in seguito attraverso tale circuito all'interno della rete Fidonet che, grazie principalmente agli sforzi del gruppo Decoder, nascerà l'area messaggi "Cyberpunk" nel 1991. Sempre nella seconda metà degli anni ottanta nascono i contatti tra Decoder e altre realtà ed esperienze europee (Vague, Chaos Computer Club, Enciclopedya Psycadelica, e altre) attraverso le quali verranno a conoscenza dell'esperienza del meeting di hacker "Icata 89", i cui "principi etici" (vedi L'Etica Hacker) saranno in seguito inseriti nell'antologia "Cyberpunk" da loro edita.

 

Nel 1986 la telematica è ancora uno strumento di cui non è chiaro fino in fondo quale potrà essere la portata nel mondo della comunicazione, ma allo stesso tempo se ne teme le potenzialità innovative all'interno di ampi settori dell'economia. Ad esempio, il settore dell'editoria vede in chi ha la proprietà delle reti telematiche un possibile concorrente nel mercato dell'informazione. I quotidiani temono di rimanere indietro rispetto ad una nuova forma del fare informazione che è in grado di garantire maggiore diffusione, velocità nel raggiungere il pubblico, frequenza negli aggiornamenti ed una molteplicità di fonti che rischia di mettere in crisi l'apparato delle "agenzie" di informazione. E' una questione economica e di potere politico all'interno della quale i movimenti si stanno inserendo nel tentativo di creare agenzie di informazione alternative che restituiscano ad ogni cittadino il diritto a fare informazione, così come il diritto ad ogni informazione di circolare liberamente.

In Francia i proprietari dei giornali, dopo un'aspra polemica causata dal successo del Minitel di cui temevano la concorrenza, raggiunsero un accordo con la Direction Générale des Télécommunications (DGT) accettando di lasciar aprire servizi telematici informativi diversi dagli elenchi telefonici. Quindi la DGT finanziò la creazione di servizi per giornali, quotidiani e riviste. Questo accordo ebbe un risvolto inatteso nel 1986, quando fu organizzato uno sciopero nazionale degli studenti per mezzo del servizio di messaggi del quotidiano <<Libération>> (Rheingold, 1994, pag. 266-67).

Nel 1986 il CCC è oramai divenuta un'organizzazione ufficialmente registrata in Amburgo che organizza con regolarità meetings nelle città della Germania, comunica con la stampa e nei networks e prende parte a convegni. In quell'anno organizza un grosso evento che è il Chaos Communication Congress che "fu indetto con il motto 'Computer virus'. Quasi trecento programmatori e persone interessate al problema si incontrarono ad Amburgo per discutere delle ultime ricerche nel campo della sicurezza dei dati. Tra i partecipanti al congresso vi erano alcuni programmatori che avevano svolto un certo numero di esperienze nel campo della realizzazione di virus (circa una ventina, a detta degli organizzatori)" (Burger, 1988, pag. 52 e 59).

 

Vi è un modo diverso di intendere l'hacking. Da una parte, collettivi, gruppi, movimenti che lo intendono come un'attività positiva e propositiva, il cosiddetto hackeraggio sociale, finalizzata alla diffusione dei saperi, al miglioramento della società, allo svelamento e sabotaggio di ogni forma di ingiustizia sociale. Dall'altra, buona parte dei media (coadiuvati in questo dalle azioni di qualche singolo individuo che persegue scopi realmente criminosi) che vuole identificare le pratiche dell'hackeraggio come azioni criminali supportate dalle nuove tecnologie. E' uno scontro che esplode puntualmente nei momenti in cui il mercato ha la necessità di conquistare nuovi settori dell'informatica e non vuole avere ostacoli, critiche e obiezioni alle sue strategie di azione.

Consapevole di quello che sta accadendo, nel 1986, nel ACM Panel on Hacking, L. Felsenstein fa un intervento dal titolo "Real Hackers Don't Rob Banks" (I veri hackers non rapinano le banche) in cui oltre a chiarire quale sia la reale etica hacker fa anche la proposta di costituire una Hacker League che promuova e diffonda questo punto di vista e di azione.

Nel 1986 sul numero18-19 di Vague esce l'articolo di T. Vague "Videodrome - programming phenomena", in cui si legge "Sta sviluppandosi un network internazionale di hackers; (...) I confini nazionali stanno diventando porosi ed erosi. Ogni luogo può essere in ogni altro luogo nel Videodrome, come il dato scorre trasversalmente alle nazioni penetra e distrugge i confini. (...) Lontano dalla miseria delle unioni (che sono unioni di miserie) verso l'emergenza esplosiva della comunità o assemblea, che coinvolge individui con differenti background mescolandoli tutti in una comunità geist/gestalt. Questo è presente in ogni sciopero, rivolta, atto di sabotaggio, hack-in, intervento, occupazione, assemblea di massa, azione illegale. Ogni situazione... in cui lo spirito non vuole essere negato" (Tozzi, 1992).

Nel 1986 T. Tozzi fonda a Firenze dapprima lo "spazio multimediale" autogestito "Bang Amen" e in seguito, con P. L. Farias, S. Rozz e N. Gavyna, a cui si aggiunge successivamente M. Cittadini, il "Pat pat Recorder", in cui una certa area underground e artistica fiorentina, collegata tra le altre cose al punk hardcore, realizza una serie di mostre e performance utilizzando varii media tra cui anche il personal computer.

Alla fine del 1986, inizio 1987, nasce a Bielfeld in Germania il computer club e mensile "Public Domain". Così ne parlano R. Tangens e P. Glaser: "Col nome 'Public Domain' intendevamo 'ambito pubblico', cioè un luogo dove la gente potesse incontrarsi e scambiarsi opinioni. Prendendo spunto dal famoso centro Karstadt in cui la gente si trova, scambia software, si conosce, l'idea di fondo di 'Public Domain' era quella di far uscire e di far incontrare tutti coloro che altrimenti se ne stavano soli in casa a sgobbare davanti a un calcolatore senza fare progressi" (Scelsi, 1994, pag. 170).

Nel 1987 Ad Amburgo si tiene il Chaos Communication Congress '87 organizzato dal CCC. Sebbene il CCC si interessi di questioni sociali il nucleo duro dei partecipanti non è interessato a discussioni ideologiche-politiche, ma tecniche. Si susseguono dimostrazioni di hacking durante i congressi; in una di queste tre giovani si infilano nel sistema del CERN di Ginevra (Scelsi, 1990, pag. 138-140).

Nel 1987 T. Tozzi realizza la prima di una serie di installazioni artistiche all'interno di gallerie d'arte ufficiali, musei, ecc., in cui sotto una apparente pubblicità della manifestazione mostrata sul computer nasconde dei messaggi subliminali con scritte quali "Ribellati!" o altro. In quel periodo Tozzi teorizza quella che chiama in certi casi la "parola insonorizzata" ed in altri l'"arte subliminale". Un esempio fu la realizzazione di un espositore della rivista Flash Art, d'accordo con l'editore G. Politi, esposto come opera d'arte nello stand della rivista durante la Biennale di Venezia del 1990 e che conteneva la scritta "Ribellati!" nella parte bassa dell'espositore, mascherata in modo tale da renderla subliminale.

Alla fine degli anni ottanta esce in California il primo numero della fanzine "The Node - for hackers with soul" promuovendo l'idea del "networking psicogeografico".

In quel periodo esce anche il primo numero della fanzine "Intertek" sulle nuove tecnologie, il cyberpunk, la nuova scienza, ecc. Intertek è una fanzine americana molto particolare, con contributi di intellettuali e scienziati, che riporta in ogni numero articoli e recensioni particolarmente acuti, profondi e ricchi di informazioni poco note.

Nel 1988 S. Wernery del CCC viene fermato per due mesi a Fresnes, allorquando va a spiegare al congresso Securicom 88 la vulnerabilità dei sistemi informatici delle imprese (Scelsi, 1990, pag. 104). Nel 1988 Ad Amburgo si tiene il Chaos Communication Congress '88 organizzato dal CCC e il berlinese Pengo tiene una relazione sulle tematiche collegate alla posta elettronica. Pengo sarà anche uno dei relatori al meeting hacker Icata 89 ad Amsterdam.

Nel 1988 P. Denissen della futura rivista olandese Hack Tic hackera il sistema di computers AZKO della multinazionale della chimica olandese. E' in questo tipo di azioni che si può riscontrare un'origine di un certo tipo di pratiche parallele a quei movimenti critici verso il mercato globale e le multinazionali che sarà sotto gli occhi dei riflettori dopo le manifestazioni di Seattle del 1999. Secondo alcuni, ad esempio, il fenomeno dei black block ha origine nelle manifestazioni degli autonomen in Germania alla fine degli anni ottanta. In quel periodo l'area dell'antagonismo europeo sta sperimentando l'uso delle tecnologie telematiche.

Nel 1988 esce  il numero 21 di Vague con il titolo "Cyber-punks". All'interno M. Downham scrive l'articolo "Cyberpunk" in cui accosta il cyberpunk al situazionismo. Lo stesso anno T. Leary scrive "The cyberpunk: the individual as reality pilot" in "Mississipi Review" e nell'estate nella Facoltà di Scienze Politiche alla Frei Universitat di Berlino viene condotto un seminario di ricerca dal titolo "Passwords per il Paradiso: un nuovo movimento legato ai computers?".

Nel 1988 viene pubblicato il libro "Computer crimes", AA.VV., Penguin, Londra. Giornalisti, specialisti della sicurezza e agenti del servizio segreto stanno inasprendo le loro azioni verso gli hacker, usando le strategie più subdole (vedi Controllo e Repressione).

 

Nel frattempo il cyberpunk si sta diffondendo a macchia d'olio. Tra il 1988 e il 1989 la redazione di Decoder fa un lungo tour nell'Italia del nord per confrontarsi con le realtà politiche circa il modello rizomatico da implementare nella rete. Purtroppo l'ipotesi di un'unica rete non riuscirà ad affermarsi.

Le realtà antagoniste europee hanno già da tempo iniziato in modo tra loro separato ad organizzarsi per un uso di movimento delle reti telematiche. Ma è nel 1988, all'interno di un preesistente circuito di dibattito antagonista europeo, che il gruppo danese "TV Stop" propone di creare una rete telematica antagonista europea (quella che sarà in seguito l'European Counter Network), con l'obbiettivo di collegare e distribuire materiali antagonisti attraverso il mezzo telematico. La proposta ha come referenti altri gruppi in Francia, Inghilterra (Class War), Germania (gli Autonomen, alcuni gruppi di occupanti di case ad Amburgo e Berlino, Radio Dreickland a Freiburg al confine con la Svizzera), Italia (l'area che faceva riferimento al Coordinamento Nazionale Antinucleare e Antiimperialista). Viene scelto "Remote Access" come software da utilizzare. Viene deciso di procedere strutturando da prima le singole reti nazionali e quando esse saranno pronte di federarle tra loro.

Nel 1989 cessano le riunioni internazionali dell'area E.C.N. e iniziano i primi dibattiti e collegamenti sperimentali in Italia. Nasce in questo modo in Italia la rete ECN. Nasce Zero BBS dai Nuclei Cyberaut Oll, che diventerà ECN Torino.

Subito prima che nelle scuole e nelle università italiane divampi nell'autunno del 1989 il "movimento studentesco della Pantera 15", vengono organizzati in modo sempre più frequente alcuni seminari dove si discute della rete telematica E.C.N. (tre incontri a Livorno al Gozzilla, a settembre al Leoncavallo di Milano, a settembre a Roma in case occupate di S. Lorenzo) ed altri dove si propone la nascita di una Rete Telematica Alternativa (a ottobre a Pisa e a dicembre a Bologna). Durante questi incontri si confrontano due differenti modi di intendere la telematica: da una parte l'area E.C.N. che per il momento considera la telematica come semplice mezzo a disposizione del fare politico; dall'altra un'area più variegata (tra cui elementi di: Decoder, la futura Avana BBS di Roma, La Cayenna di Feltre, e altri) che intravede nella telematica stessa una nuova modalità rizomatica del comunicare e una nuova frontiera dell'agire umano.

A gennaio del 1989 esce il primo numero della rivista olandese "Hack-Tic" (Darmstadt, Olanda, www.hacktic.nl/index.html), tra i cui fondatori vi sono Rop Gonggrijp and Paul Jongsma. HackTic contiene articoli sull'hacking, il phreaking, i virus, ed altro.

P. Denissen e R. Gonggryp saranno coloro che organizzeranno e coordineranno ad agosto ad Amsterdam la tre giorni di culture hacker "Icata 89" (International Conference on the Alternative use of Technology), detto anche Galactic Hacker Party. All'Icata 89 partecipano tra gli altri: L. Felsenstein, il CCC, le riviste: Hack Tic (Olanda), Die Datenschleuder (la rivista del Chaos Computer Club), Dhackeste (Stuttgart), 2600 The hacker quarterly (USA), Electronic Word (inglese), Alternatik (Francia) avrebbe dovuto partecipare tramite minitel ma per difficoltà tecniche non ci riesce. Altri personaggi presenti sono: J. Draper "Captain Crunch", W. Holland (fondatore del CCC), con S. Wernery, B. Fix e Pengo del CCC, J. Weizenbaum, S. Levy.

L'Icata 89 sarà un momento di forte aggregazione per le culture hacker in grado di esprimere un vasto consenso che si diffonderà sempre più rapidamente in tutto il mondo. La sintesi degli interventi principali è riportata nell'antologia "Cyberpunk" che il gruppo Decoder realizza l'anno successivo, dando luogo ad un'accelerazione nella diffusione dell'etica hacker in Italia.

Il discorso di apertura all'Icata 89 lo fa L. Felsenstein che tra le altre cose chiede una rete di "rubriche viventi" connesse globalmente. Nell'Icata 89 viene fatta una delle principali esposizioni dell'etica hacker (vedi L'Etica Hacker).

 

L'etica hacker va indubbiamente contro l'interesse delle multinazionali e le grandi aziende del software, criticandone le caratteristiche di monopolio, colonialismo culturale, inaffidabilità dei prodotti che non sono costruiti a misura d'uomo, ma per finalità di profitto, ed altri motivi. Ciò che preoccupa il mondo dell'economia è che gli hacker non si limitano a criticare, ma promuovono azioni per contrastare tali forme di dominio.

Un esempio è quello della nuPrometheus League (Software Artists for Information Dissemination) che nel 1989 duplica e distribuisce del codice del Macintosh che controlla un chip interno addetto alla gestione dello schermo. Fa ciò per protestare contro la Apple che ha fatto causa alla Microsoft per via del plagio del suo sistema operativo. I due fondatori della Apple, Job e Wozniac, a quel tempo se ne erano andati dall'azienda e i dipendenti californiani degli anni sessanta non erano più felici del modo in cui questa veniva diretta (Ludlow, 1996, pag. 476-480). E' naturale la perplessità e critica verso un tentativo di evitare il diffondersi di un'interfaccia (quella a finestre) che facilita l'uso dei computer, in particolare quando tale tentativo viene fatto da un'azienda fondata da due ex-hacker.

Nel 1989 in un articolo tedesco viene descritta la mailbox Links come appartenente al gruppo hacker di Monaco Computer Club Socialista, un gruppo degli anni ottanta che "si definisce come libera aggregazione di computerfreaks, provenienti dall'area di sinistra. Questo box si definisce come una banca dati dal basso su iniziative dei cittadini sul movimento delle donne, il movimento per la pace, i movimenti ambientalisti ed ecologisti.(...) Le informazioni vengono inoltre diffuse con volantini e pubblicazioni di vario genere. Links rimane per ora l'unica mailbox che ha chiari obbiettivi politici: l'unica mailbox di sinistra" (Scelsi, 1990, pag.141).

Il 15 giugno 1989 esce un numero speciale della rivista Time dal titolo in copertina "Cyberpunk". Fioriscono le fanzine centrate sulla filosofia cyberpunk, come ad esempio l'americana "Boing Boing". R. Tangens e P. Glaser, gli autori di Zerberus, realizzano la mailbox Bionic. A dicembre Wau Holland del Chaos Computer Club incontra Decoder a Milano, fornendogli spunti per molte delle tematiche che il gruppo milanese porterà avanti negli anni a seguire.

Ad agosto del 1989 Tozzi realizza il virus informatico "Ribellati!". E' un virus non distruttivo, nato come opera d'arte, e che è in grado di autoreplicarsi e fare apparire una scritta subliminale ribellati! sul monitor degli utenti infettati. Tale virus fu esposto da T. Tozzi a giugno del 1991 alla Galleria d'Arte Moderna di Bologna all'interno della mostra "Anni Novanta" a cura di R. Barilli, mentre il suo codice fu pubblicato nella seconda e terza di copertina del libro "Opposizioni '80" realizzato sempre da Tozzi nel 1991 16. Nel 1994 Tozzi propose all'interno di un articolo pubblicato sulla rivista Decoder (Tozzi, 1994) l'idea di usare i virus come nuovo modello di distribuzione editoriale.

Sempre nel 1989 Tozzi conia il termine "Hacker art", lo utilizza all'interno di alcune opere d'arte e lo teorizza ad agosto nel libretto "Happening/Interattivi sottosoglia" (Tozzi, 1989), che distribuisce durante le mostre nelle gallerie ufficiali, così come all'interno dei circuiti alternativi. Nell'estate realizza un'immagine con una grande scritta Hacker Art (l'immagine di copertina di questo libro) che verrà pubblicata l'anno successivo nell'antologia "Cyberpunk" edita dalla Shake Edizioni e che verrà pubblicata in seguito su quotidiani, libri e riviste varie.

Nel testo "Happening/Interattivi sottosoglia" si legge: "...ritengo una prima condizione necessaria, ma non sufficiente, per poter un atto essere opera d'arte, come il fatto che non possa essere riconosciuta come tale (...) Happening e interattivi poiché quello era il problema principale dell'happening, la partecipazione del pubblico all'evolversi dell' azione. Non un oggetto d'arte, ma un'interazione tra cose e individui. Interattivi come sembra iniziare a essere la prevalenza dei sistemi di informazione attuali; dunque nella "normalità" della pratica interattiva quotidiana, nell'anonimità della norma, si può mascherare la propria azione interattiva. (...) Sottosoglia perche devono agire come virus, virus in un dischetto del computer. Bisogna fare arte come la fanno gli hackers (...). Bisogna, come da sempre, lavorare negli interstizi che il sistema lascia aperti e incontrollati" (Tozzi, 1989).

Il 1990 inizia con l'operazione Sun Devil negli Stati Uniti (vedi Controllo e Repressione) in cui vengono sequestrate BBS ed arrestati hacker colpevoli solo di essere in quel momento un po' troppo famosi nell'underground telematico.

W. Holland del CCC afferma che un po' di tempo addietro un "coordinamento che lavorava con una rete informatica contro il nucleare è stato bloccato dal governo tedesco proprio al momento di preparare le manifestazioni" (Scelsi, 1990, pag. 135).

Ciò nonostante, W. Holland afferma: "La cosa che ci sembrava più attinente alla nostra esperienza era verificare come fosse reale e pressante il potere delle multinazionali dell'informazione. (...) La nostra filosofia è una sola: "libertà" ed in questa prospettiva cerchiamo di lavorare, attraverso lo scambio di idee sociali ed invenzioni sociali con le altre persone, imparando da queste ed insegnando loro ciò che noi sappiamo" (Scelsi, 1990, pag. 135-37).

 

A San Francisco esce "Bad attitude. The Processed World anthology" di Processed World, sulle questioni del lavoro connesse all'informatica, mentre K. Wade scrive "The anarchists guide to the BBS". Esce anche l'ipertesto "Beyond Cyberpunk". Sempre nel 1990 esce il video "Cyberpunk" di M. Trench e viene fatta la prima conferenza sul Cyberspazio ad Austin in Texas. Da tale conferenza e da quella successiva nel 1991 saranno tratti molti dei contributi per il libro "Cyberspace" di Benedikt (Benedikt, 1991) che è uno dei primi ad affrontare in modo sistematico alcuni problemi legati agli spazi virtuali.

Nel 1990 nasce di fatto la rete ECN. I primi nodi europei dell'E.C.N. sono italiani: Padova, Bologna, Roma e Milano. Al loro interno vengono configurate quasi esclusivamente delle aree file utilizzate per lo scambio dei materiali antagonisti e solo poche aree "echomail" (messaggi) per un esclusivo uso di coordinamento. Il dibattito nazionale della rete è in seno al Coordinamento Nazionale Antimperialista Antinucleare.

Nel frattempo, a primavera, Decoder va ad Amburgo nella sede del Chaos Computer Club e vi trova molte altre informazioni che saranno utilizzate in seguito. A giugno esce la prima antologia italiana "Cyberpunk" a cura di Raf "Valvola" Scelsi della Shake Edizioni Underground. Viene presentata a luglio durante il Festival di Sant'Arcangelo di Romagna, in un seminario organizzato da Decoder e diventa il testo seminale del movimento. Sarà un forte successo editoriale e grazie ad essa il movimento "cyberpunk" italiano viene riconosciuto pubblicamente come possibile nuovo soggetto sociale. Nel finale dell'introduzione all'antologia R. Scelsi scrive: "Essenziale appare oggi il condurre una battaglia per il diritto all'informazione, tramite la costruzione di reti alternative sempre più ramificate. E' questa una lotta che può essere vinta, tenuto conto che lo stesso capitale non può arrestare, per ragioni di opportunità politica, un movimento economico intrinseco al suo stesso progredire. Il computer è uno strumento potenzialmente, estremamente democratico, l'importante è acquisirne la consapevolezza a livello collettivo" (Scelsi, 1990, pag. 32-33).

L' accesso a forme alternative di informazioni e soprattutto la capacità di raggiungere la gente con versioni dei fatti alternative a quelle ufficiali sono per natura processi politici. Il cambiamento di forma e di livello nell'accesso alle informazioni indica un cambiamento di forma e di livello nei rapporti di potere (Rheingold, 1994, pag. 306).

A luglio esce contemporaneamente anche il n. 5 della rivista "Decoder" con l'articolo di Raf Valvola "Rete informatica alternativa" che riassume e da forma ai temi principali del dibattito in corso nei centri sociali sulla proposta di una rete telematica di movimento nazionale e internazionale, fornendone un modello che si differenzia da quello che in quel momento veniva sperimentato dalla rete ECN.

Grazie alla frenetica attività di Decoder in Italia esplode l'attenzione sul movimento cyberpunk coadiuvata anche dagli articoli di A. Caronia ed altri intellettuali. Ad agosto Caronia scrive: "le riviste futurologico-tecnologiche underground, titoli come Reality Hackers, Worm, Mondo 2000, hanno trovato nei romanzi di Gibson uno strumento di identità culturale, facendo del nuovo termine una bandiera. <<I cyberpunk sono i difensori e i guardiani delle libertà individuali: per questo il Grande Fratello fa di tutto per schiacciarli>> scrive Reality Hackers. E Tymothy Leary, ex leader studentesco e propagandista del LSD, ha arruolato i cyberpunk nella schiera dei ribelli che, da Prometeo in poi, hanno combattuto per il libero pensiero. (...) Dal punto di vista sociale e politico [il cyberpunk] è forse l'avvisaglia di una nuova fase di radicalismo nella società americana" (Caronia, 1990b). La ricerca di Caronia si concentrerà principalmente sugli aspetti delle realtà virtuali e del corpo virtuale.

A giugno del 1990 nella mostra personale "Subliminal hacker processing" T. Tozzi realizza un punto informativo informatico che tra le altre cose funge da bacheca elettronica contenente la lista degli eventi estivi nei principali centri sociali e spazi autogestiti nazionali. Oltre alla presentazione del floppy book "Happening/Interattivi sottosoglia", durante tale mostra viene annunciato il progetto di "Hacker Art BBS".

A luglio esce la fanzine "Amen", n. 8, con disco, dal titolo "The negative communication age".

A dicembre del 1990 nasce "Hacker Art BBS", banca dati telematica artistica ideata e autogestita da T. Tozzi. Ecco la descrizione che Tozzi ne da in quel periodo: "Hacker Art BBS. La prima galleria d'arte telematica interattiva. Libero accesso a ogni forma di caos, virus, deliri, ribellione, pratiche libere e democratiche e di arte subliminale. (...) Hacker Art come pratica clandestina all'interno dei sistemi di comunicazione informatici. (...) Hacker Art o Arte Subliminale come lotta (...) contro la manipolazione delle cose e del reale tramite il linguaggio. (...) Hacker Art, un progetto di mostra d'arte aperta a tutti, realizzato tramite un terminale cui chiunque può collegarsi da tutto il mondo, ricevendo, scambiando, inserendo o manipolando dati, arte, filosofia, deliri, poesie, immagini, in tempo reale" (Messaggio di T. Tozzi a All, 15-marzo-1991, area Cyberpunk, Rete Fidonet, in Collettivo Interzone, 1991).

 

Nel 1990 nasce il gruppo anarchico tedesco A-Infos.

A gennaio del 1991 S. Bianchi scrive l'articolo "Dopo il No Future, I Robin Hood del bit" (Bianchi, 1991). Vi si legge: "Ciò che principalmente qualifica le soggettività cyberpunk, nello specifico caso italiano, è il loro saldo radicamento nel circuito dei centri sociali autogestiti e precisamente in quella porzione di essi connotata da una forte tenzione radicale e libertaria in costante e aperta polemica con altri luoghi similari in cui trova invece espressione l'egemonia di un ceto politico residuale di stampo neoleninista. Queste soggettività hanno alle spalle un vissuto particolarmente ricco che raccoglie le esperienze degli ultimi bagliori della 'meteora '77', del percorso punk, delle relazioni con soggetti e situazioni underground internazionali fino all'attuale approdo cyberpunk".

Lo stesso mese nasce Senza confine BBS in coordinamento con l'omonima associazione di Roma fondata da un eurodeputato di Democrazia Proletaria che ha come obiettivi la difesa civile e legale degli extracomunitari. Nasce con aree messaggi e aree files dedicate proprio a questi temi. Nel 1991 entra a far parte della rete telematica P-Net, sostanzialmente una rete amatoriale nella norma, ma con simpatie verso il movimento cyberpunk. Al momento della chiusura dell'area cyberpunk sulla rete Fidonet Senza confine BBS si offre per veicolare tale area attraverso i vari nodi della rete sparsi un po' per tutta Italia. Questo avviene fino all'incontro di Firenze del 1993 in cui si deciderà la creazione di una rete autonoma (Cybernet) con gateway aperti verso tutte quelle reti che ne facessero richiesta. Si arriva così a creare gateway sia con la rete P-Net che con la rete ECN per quanto riguarda le aree veicolate dalla rete Cybernet. Durante il famoso "crackdown" del 1994 Senza confine BBS è l'unica BBS nelle Marche a non essere sequestrata e diventa un punto di riferimento per tutta la comunità telematica della regione. Nel 1993, quando nasce la rete Cybernet, ne diventa il primo nodo (hub), fungendo da smistamento di tutte le comunicazioni di tale rete. La pazienza e la competenza tecnica di Andrea Sannucci, il sysop di Senza Confine, saranno una delle colonne su cui si reggerà l'intera rete Cybernet. Moltissimi sysop faranno riferimento a lui per risolvere i più svariati problemi, al punto che Andrea dovrà comprarsi una cuffia con microfono incorporato per permettersi di passare le ore a dare consigli al telefono e contemporaneamente digitare sulla tastiera del suo PC.

Grazie ai contatti intercorsi con il gruppo di Decoder, Graffio, T. Tozzi e altri, a marzo del 1991 nasce la conferenza echomail "Cyberpunk" ospitata all'interno della rete telematica Fidonet da un gruppo di sysop coordinati da Alfredo Persivale di Fido Milano. E' il punto di arrivo delle proposte di tutta l'area di movimento italiana che si riconosce nell'etica hacker e cyberpunk, ma il motore principale dell'operazione ruota intorno al gruppo Decoder.

Viene presentata ed inaugurata durante la 3 giorni "INK 3D" nello spazio occupato Isola nel Kantiere a Bologna. Durante l'INK 3D a Bologna apre l'area cyberpunk anche all' interno della bbs Fidonet chiamata Arci BBS per chiuderla però solo due giorni più tardi dai gestori della bbs stessa dopo un articolo pubblicato sulle pagine bolognesi del giornale "La Repubblica" che associava l'area cyberpunk alla pirateria informatica. A quel tempo l'area hacker a Bologna era molto attiva, con personaggi come Netdiver, Jumpy (ora Helena) Velena, Julio e altri. Helena Velena diventerà il riferimento in Italia per le lotte sul transgenderismo e per un punto di vista alternativo su ciò che riguarda il sesso in rete. Di fatto però il suo contributo, che risale ai tempi dei primi gruppi punk bolognesi, spazierà in moltissime altre aree della controinformazione legata alle reti telematiche e alle realtà virtuali. Netdiver sarà successivamente uno dei motori tecnici, e non solo, del circuito telematico collegato al sito web di Isole nella Rete, di cui parleremo più avanti.

I timori della BBS dell'ARCI sono la conseguenza di una campagna di disinformazione dei media e ci si può rendere conto di questo, ad esempio, leggendo le dichiarazioni che fa l'hacker bolognese "Jumpy" intervistato sul numero del 11 aprile di La Stampa, nell'articolo "Gli allegri profeti del panico": "l'hackeraggio nasce come pratica di controinformazione. Entrare in una rete di dati non significa alterarla. Il nostro scopo è creare banche dati alternative, distribuire informazioni prelevandole la dove sono custodite. Questo ha un significato non distruttivo, ma estetico."

Quello che nel frattempo si sta creando è una sorta di sottorete creata da BBS non Fidonet che riescono ad avere un collegamento tramite l'area messaggi Cyberpunk. Sono BBS come Hacker Art, Senza Confine e diverse altre i cui sysop diventano "Point" 17, prelevano i msg dell'area e li passano sulle loro bbs, a quel tempo indipendenti, permettendone la lettura a tutti i loro utenti. L'area Cyberpunk fa parte dunque della rete Fidonet, ma vi scrive fondamentalmente un bacino di utenza non-fidonet. Alcuni già allora provano a ipotizzare degli scambi dei messaggi di tale area al di fuori dalla rete Fidonet, ma ciò va incontro a problemi di vario tipo, tecnici, organizzativi, ideologici e altro ancora.

Ad aprile nasce a Bologna Lamer Xterminator BBS una bbs facente parte della neonata cyberpunk, ma totalmente svincolata ed indipendente da Fidonet. Il suo sysop è Netdiver, Non sfruttando la rete Fido, Lamer Xterminator BBS prelevava i messaggi direttamente dalla bbs milanese, con alti costi, nell'attesa di riuscire a creare un network totalmente indipendente da Fidonet, ma questo non avvenne e Lamer bbs  morì per problemi economici un'anno più tardi.  Proseguono invece  fino al 1994 le attività del gruppo Lamer Xterm Lab con l'obiettivo di rendere la tecnologia accessibile a tutti. Come risultato, in tre anni di attività sono stati svolti 150 corsi e seminari di informatizzazione a vari livelli, tutti a  prezzo politico, svolti nell'ambiente underground bolognese.

A maggio il fermento presente in rete derivato dalla nascita dell'area cyberpunk viene amplificato e trasportato nei luoghi fisici attraverso molte presentazioni fatte principalmente nei centri sociali. Tra queste sono di rilievo il meeting: "Free box - spazi interattivi di comunicazione antagonista" al C.S.A. Ex-Emerson di Firenze. Attraverso conferenze, video, dibattiti ed altro, in quattro giorni furono presentati a Firenze il movimento e l'area telematica "Cyberpunk", "Hacker Art BBS", le esperienze di telematica antagonista dell'"E.C.N." e Decoder. Inoltre fu realizzato l'happening "Chip-Hop" con improvvisazioni interattive di video e suono tra dj alla consolle e artisti al computer. Il meeting ideato da T. Tozzi viene organizzato insieme al Centro di Comunicazione Antagonista, il C.S.A. Ex-Emerson, J. Kote Giacalone, D.J. L. Calamandread and Posse con la collaborazione di A. La Face e M. Cittadini. 18

Sempre a maggio viene fatta la presentazione ufficiale dell'area telematica Cyberpunk al Forte Prenestino e del bollettino Interzone (raccolta di messaggi dall'area cyberpunk) di Roma. Tra gli organizzatori la Logos Multimedia, Maurizio "Graffio" Mazzoneschi con i futuri fondatori del gruppo Avana. Nell'introduzione al bollettino Interzone prodotto per tale occasione si legge: "Rete Telematica Alternativa [così viene allora da molti definita l'area "Cyberpunk", n.d.a.]. Dopo due anni di ricerca, scambio di conoscenze teoriche e tecnico- scentifiche, tra i compagni di varie città, è attiva la Rete telematica Alternativa. Tra le molte esigenze la più sentita era quella di velocizzare il flusso di informazioni nel movimento, stabilendo rapporti continui di comunicazione tra le diverse realtà sia collettive che individuali sparse in tutto il paese. Da questo siamo partiti e con fatica sono stati costruiti i requisiti per estendere progettualmente il percorso intrapreso, acquisendo gli strumenti per la lotta contro l'esproprio del sapere collettivo. Dall'immaginario collettivo alla prassi quotidiana, codificando i linguaggi, ricercando e sperimentando nelle relazioni le forme possibili della comunicazione antagonista. Attraverso sistemi moderni, pensiamo di poter contribuire alla circolazione delle informazioni, aprendo un orizzonte collettivo oltre gli steccati ideologici e formali delle piccole chiesette. Viviamo in una ricca società post-industriale, e al centro di un forzato processo di sviluppo tecnologico. L'informazione mediatica sta operando profonde trasformazioni negli individui, nelle mode, nei gusti della massa di consumatori. E' stata costruita "l'opinione pubblica" per sublimare nel feticismo delle merci e della merce informazione, questo passaggio epocale di profondo cambiamento della società. La falsificazione della realtà attraverso l'informazione manipolata è funzionale a questo stato di cose. Noi pensiamo possibile a questo punto una controtendenza sviluppando attività in antitesi al sistema e contro il dominio sull'informazione, per una cultura dell'informazione libera e per la trasmissione delle esperienze maturate. La R.T.A. è nata per informare e per essere informata, tutti vi possono accedere disponendo degli strumenti necessari. Possono sostare, sperando che vi giungano, i contributi teorici per alimentare e sviluppare ulteriormente il dibattito che nella rete sta circolando. I primi luoghi interessati da questo "evento informatico", oltre ai centri sociali (che hanno sostenuto dall'inizio questa iniziativa), crediamo possano essere -vorremmo che fossero- le realtà di lotta nei posti di lavoro, le associazioni eco-territoriali, altre realtà di base, le comunità immigrate e qualsiasi altro soggetto e forma vivente di opposizione a questo modello di sviluppo" (Collettivo Interzone, 1991).

Tra i messaggi riportati nel bollettino vale la pena di citare anche i seguenti: "Pensieri sull'area. La prima cosa che mi viene in mente è che questa esperienza rende possibile "fare informazione", nel senso che chiunque si collega con Fidonet nell'area Cyberpunk diventa soggetto attivo dell'informazione cioè non la subisce come solitamente succede con i mass-media, ma la veicola in prima persona; questo ovviamente è valido sia per i singoli che per le situazioni territoriali, collettivi, centri sociali, centri culturali, ecc." (Messaggio da M. Mazzoneschi a Tutti, 15-marzo-1991, area Cyberpunk, Rete Fidonet, in Collettivo Interzone, 1991). "Contributo sulla Rete Informatica Alternativa. (...) Il progetto che appare maturo, perlomeno sul piano teorico, è quello della progettazione di una rete informatica che colleghi in tempi reali tutte le realtà antagoniste/autoproduttive ruotanti nell'area del movimento. (...) Il più aperto possibile (...) la rete dovrebbe configurarsi al più come struttura di servizio, dove sia possibile dare/avere tutte le informazioni necessarie e non. (...) Questa esigenza di massima apertura possibile della rete coincide del resto con l'osservazione, crediamo condivisa da ogni realtà nazionale, che questa in cui siamo entrati è una fase caratterizzata dal massimo della visibilità possibile di tutti i soggetti politici operanti. Il massimo dell'invisibilità politica dei soggetti rivoluzionari dell'inizio degli anni ottanta non a caso difatti coincise col periodo della minima influenza dela nostra area nel campo dell'allargamento dell'area della coscienza. (...) Il più decentrata possibile. Quindi una struttura pensata sul modello del sistema nervoso centrale, ma al contrario concepita a serie di stelle territoriali, dove ogni nucleo si fa e si deve far carico della corretta distribuzione del materiale informativo a tutti gli altri centri collegati in rete" (Messaggio da Gomma a All, 25-marzo-1991, area Cyberpunk, Rete Fidonet, in Collettivo Interzone, 1991). "Reale Virtuale. Hacker è la lotta degli esclusi (...) Hacker significa creare delle reti di contatti tra persone che si riconoscono nella opposizione alle ingiustizie di ogni tipo, alle emarginazioni, alle guerre per interessi di lucro, alle simulazioni che manipolano il reale (...). Bisogna dunque saper riconoscere il diritto all'anonimazione, quando questa non diventi uno strumento di potere o di abuso verso i diritti reciproci. (...) Bisogna saper essere anonimi come anche saper presentarsi apertamente. (...) Operare azioni di adesione a progetti collettivi" (Messaggio da T. Tozzi a All, 28-marzo-1991, area Cyberpunk, Rete Fidonet, in Collettivo Interzone, 1991). "Sul senso dell'area. L' informazione è oggi momento centrale della ristrutturazione generale sia produttivo che sociale. (...) L'nformatica è divenuta uno degli assi fondamentali dell'accumulazione produttiva e del sapere. Oggi difatti il sapere viene espropriato ai singoli possessori per essere centralizzato da chi controlla complessivamente il sistema stesso dell'informazione e del sapere sociale. Io credo sia importante avviare una strategia differente: quella della socializzazione dei saperi, contro a coloro che usano come strategia quella della privatizzazione dei poteri. Anche così si costruisce concretamente una società veramente democrtica, e non autoritaria" (Messaggio da R. Scelsi a All, 01-aprile-1991, area Cyberpunk, Rete Fidonet, in Collettivo Interzone, 1991).

Sempre a maggio del 1991 all'interno della mostra internazionale "Anni Novanta" organizzata da R. Barilli alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Bologna, T. Tozzi presenta Hacker Art BBS. E' la prima volta nel mondo che una comunità virtuale viene presentata come opera d'arte all'interno di una manifestazione artistica ufficiale di un certo rilievo. E' uno degli eventi che anticipano e creano le premesse per il riconoscimento della Net Art negli ambienti artistici istituzionali.

A giugno esce l'antologia "Opposizioni '80" a cura di T. Tozzi, edizioni Amen, Milano. Il libro è una raccolta di testi scritti da musicisti, artisti, intellettuali, graffitisti ed hacker negli anni ottanta..

La Guerra nel Golfo del 1991, in cui i media sono un'ulteriore arma del conflitto, dimostra la necessità e l'efficacia di far circolare le informazioni in una rete telematica alternativa ai media istituzionali. Spesso le notizie sulla guerra nel Golfo che arrivano tramite le reti telematiche alternative non sono mai circolate nella stampa, alla radio o in televisione e in questo modo chiunque, se collegato in rete, può avere punti di vista e descrizioni diversificate di quanto sta avvenendo.

L'esigenza di una rete telematica antagonista internazionale e i diversi modelli possibili di tale rete sono al centro del dibattito dell'International Meeting che si tiene a giugno a Venezia (gli atti sono pubblicati lo stesso anno a settembre dalla Calusca Edizioni di Padova in AA.VV., 1991). In tale occasione circa 2000 tra soggetti e realtà collettive nazionali e internazionali si incontrano per tre giorni per discutere e confrontare nuove forme dell'antagonismo di fronte a ciò che si configurava come un "Nuovo Ordine Mondiale". Una sezione specifica era dedicata alle nuove forme di comunicazione telematiche. Tale sezione è principalmente orientata verso i progetti della rete E.C.N., ma oltre ai numerosi nodi di tale rete vi partecipano tra gli altri il Chaos Computer Club di Amburgo, Radio Onda Rossa, Link e Zerberus da Vienna, Decoder ed Amen.

Durante la tre giorni del meeting viene creata una "commissione comunicazione" al cui interno si tiene un dibattito con una moltitudine di interventi. Viene ufficializzata la partenza della rete ECN e il tentativo di estenderla all'Europa. La rete sarà bidirezionale anche se diretta dal nucleo del Coordinamento Antinucleare e Antimperialista. In un intervento di ECN Padova viene rivendicata la riappropriazione dell'agire comunicativo e il sabotaggio dell'informazione vista come merce di Stato e forma di dominio. Un compagno di Francoforte distingue tra più tipi di uso della tecnologia, descrivendo la rete come luogo del dibattito politico, dell'introduzione alla tecnologia per i principianti e come archivio di materiali. Viene sottolineato il problema della selezione dell'enorme quantità di informazioni in rete (un tema questo che alla metà degli anni novanta sarà ribadito più volte nei media da U. Eco). La comunicazione rischia di non avvenire per un eccesso di informazione. E' quindi necessario dotarsi di interruttori per interrompere il flusso di informazioni (in riguardo viene citato Deleuze). Viene proposto l'uso della rete ECN come agenzia di stampa. Ovvero, la creazione di una struttura nazionale che funge da agenzia e quindi la necessità di creare un coordinamento internazionale. Rispetto a ciò viene sottolineata la necessità di strutturare l'informazione da parte dell'agenzia per renderle comprensibili all'estero e comunque a chi non usa determinati linguaggi e quindi la difficoltà di far dialogare linguaggi differenti. Si chiede di non usare la rete come un CB per fare semplici chiacchere, ma di dargli un carattere di controinformazione strutturando l'informazione in modo analitico. Un compagno dell'ECN Firenze chiede però di allargare la comunicazione per non avere strutture troppo rigide e centralizzate. La necessità dunque del decentramento e dell'orizzontalità. Altri ribadiscono la differenza tra "rete" e "coordinamento": a doversi mettere in "rete" sono i soggetti e non le macchine, altrimenti si ha un semplice coordinamento. Viene fornita una descrizione della rete Zerberus. Si informa dell'uso che alcuni compagni nelle università stanno facendo della rete Internet, Bitnet, Infonet e Peace-Net. L'intervento di Decoder dichiara che l'informazione deve essere non controllata, libera, gratuita e accessibile a tutti. Presentano l'area Cyberpunk in Fidonet e un progetto di rete in rete stile Zerberus (ovvero di una rete non strutturata gerarchicamente, ma in modo orizzontale). Fanno l'ipotesi di un gateway tra Zerberus e l'area Cyberpunk in Fidonet (nel 1991 Decoder cercherà di linkare l'area "Cyberpunk" con il progetto tedesco "Zerberus", ma il link non va in porto in quanto Zerberus richiede un software client proprietario che presenta difficoltà di compatibilità con i software fidocompatibili). Secondo ECN Bologna, l'ECN è una rete di comunicati lunghi, di bollettini e non permette il dialogo; l'intervento fa però notare che sebbene sia auspicabile una "rete aperta" al dialogo come vuole essere la Rete Telematica Alternativa (che viene fatta corrispondere all'area Cyberpunk in Fidonet), ancora in pochi utilizzano il mezzo e dunque non è indispensabile avere una rete aperta perché comunque il dialogo è ristretto a pochi. Secondo il gruppo Amen di Milano il sabotaggio e l'hackeraggio sociale non hanno fini individuali o mirati al profitto, ma solo fini politici. Analogamente si può fare uso dei virus per comunicare e quindi viene presentato l'esempio del virus "Ribellati!" realizzato da Tozzi. Viene ipotizzato un uso dei virus per comunicare frasi di controinformazione sulla guerra nel Golfo. Quindi viene dichiarata la necessità di stampare i file delle reti su carta per farli leggere a chi non ha il computer e dunque il problema del divario tra chi usa e chi non usa il mezzo telematico. Viene ribadito il problema dell'ECN come rete chiusa in scrittura e dunque la necessità di avere uno spazio libero per tutti in scrittura, ma anche di uno spazio dove l'informazione sia garantita e dunque selezionata e chiusa in scrittura. La rete ECN è nata per fare controinformazione ma ora deve fare comunicazione. Da semplice agenzia di stampa alternativa in rete si chiede di far diventare l'ECN un luogo dove comunicare liberamente. Un altro intervento definisce Wired society il sistema sociale fondato sulla rete in cui si individua tre tipi di reti: le reti di potere, le reti di comunicazione e le reti di contropotere. Tra questi viene richiesta la creazione di una Rete come strumento di liberazione, di socialità di pratiche, di comportamenti di rifiuto, resistenza, sabotaggio e creazione di identità per un soggetto collettivo. Un ulteriore intervento dichiara che in questo sistema la merce elettronica per eccellenza è il know how; che il sistema di potere e di produzione capitalista ha estremizzato il decentramento per frammentare i lavoratori, impedire l'organizzazione del dissenso, sebbene le varie unità produttive decentrate siano organizzate attraverso una rete informativa globale che le sovrasta. In questo processo la rete ECN deve inserirsi trasmettendo insubordinazione, autonomia e identità collettiva. Inoltre non deve sostituire gli altri media di movimento, ma interagirvi.

Nel 1991 esistono già 10 nodi della rete ECN che si riuniscono in rete fido compatibile con il numero di zona "45"e di regione "1917". Fondamentalmente la struttura di rete telematica (ovvero di collegamento automatico coordinato e standardizzato tecnologicamente per via telematica) esiste solo in Italia. Da ed a tale rete dipartono e giungono materiali digitali da bbs e realtà antagoniste di tutto il mondo, ma solo in Italia esiste un circuito antagonista di BBS unito in rete.

Nell'inverno 1991/92 S. Sansavini, C. Gherardini (Controradio) e Cyber Joker (Bologna) iniziano una sperimentazione (che durerà alcuni mesi) di inserimento delle News Ecn più interessanti all'interno del sistema Videotel. L'obbiettivo era quello di allargare a tale sistema la fascia dei soggetti coinvolti. Durante tutta la prima parte degli anni novanta la rete E.C.N. tende a cercare di coinvolgere al suo interno realtà che non usano mezzi digitali ponendosi quindi l'obbiettivo di convertire in formato digitale i documenti da essi prodotti. La rete cerca quindi di unire attraverso il mezzo telematico ogni realtà di movimento. In questo senso i suoi obbiettivi si modificano coinvolgendo quelli del movimento in generale e non unicamente quelli del Coordinamento Nazionale Antinucleare e Antiimperialista. Tra il 1991 e il 1992 i nodi ECN iniziano dunque a realizzare fanzine o giornali che riportano sul mezzo cartaceo quelle notizie che circolavano esclusivamente nel mezzo telematico. Tra il 1993 e il 1994 inizia a concretizzarsi l'idea di una rete che non sia solo una struttura di servizio di distribuzione, ma che diventi essa stessa un nuovo soggetto sociale e politico.

A luglio del 1991 all'interno del Festival di Sant'Arcangelo dei Teatri il gruppo Shake - Decoder organizza la rassegna "Tutta la tecnologia al popolo & seminari inter/attivi". 19 Il seminario "Inter-azione", a cui partecipano tra gli altri D. De Kerchkove, i Van Gogh TV, K. Maek, P. Moroni, M. Philopat e T. Tozzi, vuole affrontare il tema dell'interattività nei media, la necessità di una comunicazione orizzontale e per realizzare ciò la creazione di laboratori per l'alfabetizzazione e diffusione di tecnologie informatiche e telematiche a basso costo.

Durante l'estate l'E.C.N. inizia a far circolare al suo interno alcuni dei materiali dell'area telematica "Cyberpunk". Nasce "Neuronet", fanzine di Bologna che riporta alcuni dei messaggi dell'area Cyberpunk.

Ad ottobre in occasione della sua mostra personale "Videotel - data bank: transazioni, connessioni, controllo" alla galleria Murnik di Milano, T. Tozzi pubblica il libretto "Data bank: transazioni, connessioni, controllo", con un intervento di Quetzalcoatl. Il libro descrive la necessità della tutela della privacy in una società organizzata su strumenti di comunicazione digitale in cui le possibilità di controllo diventano invasive.

Le presentazioni del cyberpunk si moltiplicano in tutt'Italia: "Verso il Cyberpunk!" organizzato a novembre a Montepulciano da i Metropoliziani. La presentazione del libro "Opposizioni '80", dell'area telematica "Cyberpunk" e dell'hackeraggio sociale, a novembre presso la libreria "Centofiori" di Como e a dicembre al centro culturale "Cavallo di Troia" di Perugia in cui si hanno problemi con la Digos che interrompe la serata.

A dicembre T. Tozzi insieme al C.S.A. Ex-Emerson e l'Agenzia di Comunicazione Antagonista, organizzano "Comunicazioni Opposizioni" un incontro nazionale di graffitisti 20, musicisti Hip Hop e Reggae 21, con presentazione della rete "E.C.N." e dell'area telematica "Cyberpunk".

Il vol. 3.1 di Intertek, inverno 1991, è uno speciale sul tema "Hackers and the Electronic Frontier".

Nel 1991 nasce Sidanet BBS (Roma) che condivide l'area messaggi cyberpunk.

Lo stesso anno esce il libro di K. Hafner & J. Markoff "Cyberpunk: outlaws and hackers on the computer frontier". Phiber Optik, uno degli hacker inquisiti durante l'operazione Sun Devil dell'anno precedente (vedi Controllo e Repressione) finisce sulle riviste Harper's, Esquire, New York Times e nelle televisioni. Il cyberpunk e gli hacker sono sotto l'occhio dell'attenzione dei media ufficiali. Il modo in cui ciò avviene è purtroppo colorato e ne stravolge spesso e volentieri le reali intenzioni.

All'inizio del 1992 viene scritto da Brendan P. Kehoe "Zen and the Art of the Internet" (Brendan P. Kehoe, 1992), una sorta di bestseller che gira immediatamente in tutte le BBS.

A gennaio "Happening multimediali" presso il Bloom di Mezzago (Mi) a cura di Amen con presentazione del libro "Opposizioni '80", dell'area telematica "Cyberpunk" e dell'hackeraggio sociale. Esce anche il disco dei Peggio "Alterazione della struttura" in cui sul retro della copertina vi è un testo di T. Tozzi dal titolo "Comunità virtuali antagoniste".

A marzo "Agorà 92", tre giorni di dibattito su antagonismo e informazione, hackeraggio sociale, reti informatiche, comunicazioni e nuove tecnologie, realtà virtuali, organizzati al C.S.A. Sintesi Sociale di Seregno. Partecipano tra gli altri Amen THX, Decoder, E.C.N., T.Tozzi e Aaron.

Ad aprile "Giovedì da MS" organizzati dal Damsterdamned di Bologna. Partecipano tra gli altri G. Verde, Amen e T. Tozzi. In quel periodo esce anche su Flash Art l'articolo di T. Tozzi "Comunità Virtuali/Opposizioni Reali", in cui vengono presentate tra le altre cose l'area Cyberpunk e la rete ECN. Vi si legge: "La digitalizzazione dei dati e la connessione in reti di tipo telematico è tra le novità tecnologiche attuali quella che produrrà le maggiori trasformazioni all'interno delle società che ne faranno uso. La digitalizzazione delle informazioni presenta dei lati molto interessanti dal punto di vista concettuale: 1) La non deteriorabilità dell'informazione. 2) La riproducibilità dell'informazione. 3) La manipolabilità dell'informazione. 4) La lettura interattiva del modello di informazione e la selezione personalizzata dell'informazione da parte dell'utente. Il fatto che tali informazioni digitali siano trasmesse e collegate in rete permette inoltre: 5) L 'interattività e dunque il dialogo tra fornitore e utente. Mentre un uso socialmente democratico di tale possibilità può portare alla: 6) Non distinguibilità tra i ruoli di fornitore e utente. 7) Lo sviluppo di tribù elettroniche e di scene culturali non limitate da barriere geografiche. (...) Tali elementi possono provocare delle libertà notevoli nel campo della comunicazione sociale, così come possono, a seconda degli scopi, trasformarsi in trappole per controllare e limitare le libertà individuali" (Tozzi, 1992c).

A maggio in occasione dell'omonima mostra di T. Tozzi alla Galleria Paolo Vitolo a Roma, esce il libro di T. Tozzi "Conferenze telematiche interattive" (Tozzi, 1992a). E' una raccolta di messaggi telematici dall'area "Cyberpunk" ed altre aree della bbs Hacker art che documentano un dibattito nato in tali aree in seguito all'inserimento di alcuni messaggi messi da Tozzi e che riportano testi scritti da altri. Inoltre, nella mostra  "Tozzi, tramite computer permetteva il collegamento in tempo reale del pubblico con la Rete Telematica Antagonista Cyberpunk per lasciare o leggere messaggi a/da vari utenti" (Macrì, 1993, pag. 14)

A giugno esce su "Rumore" l'intervista di V. Baroni a T. Tozzi in cui si legge: "Tozzi utilizza la telematica per originare <<spazi interattivi di comunicazione antagonista>>." (...) - T. Tozzi: "La mia idea di opera d'arte è quella di cercare di creare un'entità che metta in contatto più realtà, individui o cose. Non un oggetto statico da contemplare, ma un'azione che dia la possibilità di interagire." (...) - V.Baroni: La diffusione di un virus per computer equivale secondo te ad un atto terroristico? - T. Tozzi: "Il virus è un programma informatico, la cui costante è la caratteristica di auto-replicarsi e contaminare. Il suo effetto può essere di tipo distruttivo, che a me non interessa, o propositivo, ovvero capace di lanciare dei messaggi, di aprire situazioni invece di distruggerle, di aumentare le informazioni disponibili invece di limitarle" (Tozzi, 1992b).

Sempre a giugno, in occasione della mostra Documenta a Kassel, il gruppo tedesco Van Gogh TV organizza l'happening telematico internazionale "Piazza virtuale" in cui vengono collegate attraverso il telefono o l'uso di parabole, diversi siti in tutto il mondo. La "piazza virtuale" italiana è il centro sociale Conchetta di Milano in cui il funzionamento dell'evento è organizzato dal gruppo Decoder. E' un grosso evento che permette collegamenti telematici in tempo reale, happening video e digitali, conferenze, musica e altro.

In estate l'area messaggi telematici "Cyberpunk" viene chiusa dai vertici della rete Fidonet (vedi Controllo e Repressione). Ad ottobre all'interno della rassegna "Milano Poesia" allo Spazio Ansaldo di Milano, il gruppo Decoder organizza un importante seminario internazionale dal titolo "Nuovi diritti sulla frontiera elettronica. Creatività, legge , disordine" che vede gli interventi tra gli altri di Van Gogh TV (Amburgo), la rivista Hacktic (Amsterdam), la rivista Black Ice (Londra), la rivista 2600 (New York) e altri.

A dicembre, da un'idea di T. Tozzi, esce il n. 0 di "Metanetwork - fanzine su floppy disk e rete telematica per comunità virtuali", a cura di T. Tozzi e N. Renzoni. Vi sono testi di Raf Valvola (Decoder), Electronic Frontier Foundation, R. Pinto, Massimo Contrasto, Processed World e altri. Il numero 0 è autoprodotto, mentre i successivi numeri 1 (1993) e 2 (1994) sono editi dalla Wide Records di Pisa che apre al suo interno la Global Pubblications. Nel numero 1 e 2 oltre alla presentazione del progetto "Gaia" proposto da Peter Paper nell'area telematica "Cyberpunk, verranno pubblicati testi sugli algoritmi genetici, le nanotecnologie, le reti neurali, il no copyright, il clipper chip, arte telematica, A-life, fuzzy logic, la teoria dei memi di R. Dawkins, la crittografia e altro. Metanetwork ha una doppia vita: da una parte è residente in rete sulla bbs Hacker Art, dove è aperta ai contributi liberi di ogni utente che in questo modo ne diventa non solo lettore, ma anche collaboratore; dall'altra è distribuita tramite floppy disk per permetterne la lettura a chi ha il computer ma non il modem. Allo stesso tempo viene inserito nel floppy disk un piccolo software che permette a chi è in possesso di un modem di usarlo per collegarsi alle BBS della rete Cybernet. Dal 1993 sarà distribuita attraverso la rete "Cybernet" grazie ad un sistema automatico di distribuzione di alcuni file in essa contenuti, mentre dal 1995 viene ospitata nel sito Internet di "Strano Network".

Sempre a dicembre del 1992 esce "Happening digitali interattivi", ideato e a cura di T. Tozzi, Firenze. Progettato l'anno precedente (la stessa raccolta dei contributi partì nel 1991) è il primo cd-rom + l